FIM CISL sulla sicurezza nelle produzione industriale

Ciascuno è chiamato a dare responsabilmente il proprio contributo, affrontiamo insieme questo difficile momento e insieme ne usciremo.

Tensione sempre più alta e primi scioperi in diverse fabbriche metalmeccaniche trentine dove ci si attendeva da parte del Governo la sospensione di tutte le attività produttive. Mentre una parte del paese si ferma, operai e impiegati sono chiamati al lavoro in un clima di crescente preoccupazione. In particolare RSU e RLS sono sottoposti a crescente stress per le preoccupazioni dei lavoratori all’aggravarsi del quadro sanitario nazionale e locale, svolgendo in questi giorni un ruolo di grande responsabilità e delicatezza.

In questo contesto, il sindacato deve rimanere un solido punto di riferimento nei luoghi di lavoro, informando, fornendo assistenza e supporto, discutendo e contrattando gli interventi necessari a garantire la massima sicurezza dei lavoratori.


Il sindacato non deve sottovalutare il rischio ma neppure diventare un amplificatore di paura, cerchiamo piuttosto di essere una bussola per attraversare la tempesta. La
distribuzione nelle aziende da parte di altre organizzazioni di volantini in cui si parla
di lavoratori come di “carne da macello” per la difesa dei profitti è un atto
inopportuno e potenzialmente dannoso, contribuisce ad alimentare tensioni e
incertezze anche nelle aziende che rispettano rigorosamente le norme e non affronta i problemi di tutte quelle dove comunque si continuerà a lavorare. Riteniamo più corretto in questa fase estendere i controlli ed agire, anche con blocchi forzati delle produzioni, con azioni selettive e mirate accompagnando una rimodulazione della produzioni in tutte quelle che sono in grado di garantire il rispetto del Protocollo.

Per quanto difficile, dobbiamo dare il nostro contributo ad una valutazione obiettiva
della situazione, cercando di distinguere le condizioni di pericolo dalle pur
comprensibili paure soggettive, informando, assistendo e rassicurando i lavoratori
dove possibile. Abbiamo invece la responsabilità ed il dovere tassativo di proteggere
tutti i lavoratori che operano in aziende non sicure, che non si rendono disponibili o
non riescono a dare sufficienti garanzie.

Il Protocollo firmato da Governo, associazioni datoriali e CGIL CISL e UIL, fornisce un importante punto di riferimento per non sottovalutare l’emergenza e discutere con i datori di lavoro immediate misure di adeguamento, raccomanda l’uso della cassa integrazione per rallentare le produzioni e la sospensione delle attività per il tempo necessario ai lavori di sanificazione e riorganizzazione.


Per verificare, attuare e aggiornare tali misure abbiamo distribuito nei giorni scorsi a oltre 100 RSU e RLS un dettagliato vademecum in 20 punti da noi elaborato sulla base delle best-practice raccolte in oltre 50 protocolli aziendali locali e nazionali nelle scorse settimane.

È il momento di restare lucidi e di agire con competenza, in modo razionale e uniti, impegnandoci a supportare anche dal punto di vista psicologico e umano le situazioni di maggiore vulnerabilità, perché anche questo sta diventando un aspetto di estrema rilevanza. In questa fase di rapida diffusione del contagio e in assenza di una decisione del Governo di totale blocco delle attività non essenziali, che auspichiamo almeno per le zone più colpite dall’emergenza, chiediamo alle imprese buon senso e responsabilità, rallentando il più possibile le produzioni e sospendo quelle non indispensabili e quelle non in regola, continuando a lavorare per la messa in sicurezza di quelle che potranno continuare.