Inquietanti manifesti sulle case di non residenti in Alto Adige: andate via!

Alessandro Urzì in allerta.

“La scorsa settimana avevo denunciato quella che è apparsa una discriminatoria ordinanza del presidente della provincia di Bolzano che ordinava a tutti i non residenti di “tornare a casa”. Un’ordinanza che nonostante le assicurazioni di trasformazione in raccomandazione seguite alla nostra denuncia nelle ultime ore invece si sta traducendo in un vero e proprio “rastrellamento” perlomeno su un piano morale ai danni della popolazione non residente nella provincia di Bolzano, in massima parte cittadini italiani”.

“Nelle ultime ore mi stanno arrivando decine di segnalazioni di onesti lavoratori italiani, che lavorano in Alto Adige ma non sono formalmente residenti in Alto Adige, che stanno trovando affisso sulla porta di casa l’ordinanza affissa dai solerti comuni che li obbliga ad andarsene di casa. Un atto gravissimo che ho già segnalato ai Carabinieri e che appare di stampo medioevale, una caccia alle streghe”.

“È gravissimo: le ordinanze del presidente Kompatscher – avviso – obbligherebbero ad un esodo verso tutta Italia, contravvenendo alle indicazioni del Governo ma soprattutto al diritto costituzionale alla Salute che deve essere garantito su tutto il territorio italiano e che la Provincia vorrebbe limitato ai soli altoatesini doc, non anche ad ogni italiano qui presente per lavoro o altre necessità”.

“In questo caso, oltretutto, stiamo parlando di famiglie intere, lavoratori e cittadini inermi ed incolpevoli letteralmente terrorizzati da questa prospettiva. Non stiamo parlando di turisti nelle loro seconde case, che pure avrebbero titolo, se la casa è loro, di starsene in quarantena in Alto Adige nel caso ci siano arrivati prima dei divieti sugli spostamenti e non dopo, ma di lavoratori e cittadini senza colpe che qui hanno legami, lavoro, famiglia e storia personale ma non residenza. Italiani come noi. I metodi “polizieschi” che sono usati da queste amministrazioni sono incivili”. In Val Gardena risultano anche visite delle polizie locali nelle singole abitazioni.

E’ quanto segnala Alessandro Urzì, Consigliere regionale e provinciale de L’Alto Adige nel cuore Fratelli d’Italia.