Pasqua 2020 senza Messe? La FEDE è un concetto H24! Non solo un rito!

Per un credente avere il placet del sacerdote per le scelte individuali è importante.

Fa discutere l’idea della Quaresima, il periodo del Calendario Liturgico del 2020 che va dal 26 febbraio al 6 aprile, che prepara alla Pasqua, che celebra la Morte e Resurrezione del Signore Nostro Gesù Cristo, senza l’Eucarestia che sarebbe l’azione sacrificale durante la quale il sacerdote offre il pane e il vino a Dio, che, per opera dello Spirito Santo, diventano realmente il Corpo e il Sangue di Cristo, lo stesso Corpo e lo stesso Sangue offerti da Gesù stesso sulla croce proprio per la Pasqua.

Il 2020 presenta un Calendario senza le Liturgie canoniche cioè quelle Messe che non sono solo un insieme di preghiere e di testi, ma sono un insieme di regole di vita e di preghiera, con un preciso ordine, che un cattolico cristiano medio è abituato a seguire: la Messa della domenica con la comunione, la confessione individuale e comunitaria, la passione, il triduo e poi chiaramente le cerimonie del Risorto.

Ma per di più, quello che poi spiazza il Cattolico Cristiano è anche l’impossibilità dell’Unzione degli Infermi e della Sepultura con la benedizione del Parroco, impedite nella forma a causa della pandemia del Coronavirus. Per una questione di sicurezza sanitaria non si devono celebrare i funerali, non si devono toccare le salme, non si possono abbracciare i cari defunti, non si possono accompagnare i malati per mano verso la fine. Un problema di natura ETICA non da poco. Il sacrificio di un Prete che saluta il moribondo è etico? L’abbandono del moribondo è etico? Non esiste il RICETTARIO ETICO e personalmente non sono in grado di dare una risposta in merito.

Questa volta invece per la Pasqua del Signore ci viene chiesto qualcosa di più forte: la FEDE. La fede è un principio di vita profondo che lega con un unico invisibile filo, più forte del virus, tantissime persone che appartengono anche – se si vuole – a diversi “credo”, uniti da un Dio. La FEDE durante la pandemia deve riuscire a superare la paura – non di incontrarsi – ma di pregare intimamente. Molti di noi hanno perso l’abitudine A PREGARE IDDIO da soli, con la certezza di essere uno e tanti, tutti.

Per il Cristiano Cattolico non c’è Pasqua senza la Riconciliazione (con Dio e non con il prete). La cerimonia della Riconciliazione comunitaria e individuale richiede un personale percorso intimistico di avvicinamento e di dialogo con Dio. Questo dialogo che poi ha la “Summa” nel momento della Confessione richiede tempo e silenzio, solitudine e dialogo con Dio. In questo periodo di Quarantena siamo certamente lontani dal poter entrare nel Confessionale a pregare e a parlare con “il prete” ma possiamo prendere un cero, un Crocefisso, un cuscino e metterci in un angolo della casa a pensare un dialogo con Dio, pregando e chiedendo perdono per i nostri peccati in modo sincero. Non serve UN ATTESTATO DI CONFESSIONE, ma possiamo – se vogliamo – chiamare il nostro assistente spirituale per sapere che cosa ci suggerisce di fare per una vera pacificazione con il Signore.


Digiuni e sacrifici: non sono forse sacrifici quelli che facciamo per il bene dell’umanità restando a casa e cercando di non spargere il contagio? Dio, se lo vogliamo trovare, ci accompagna anche in questo sacrificio, al quale possiamo aggiungere la preghiera e il digiuno, nel giorno del venerdì, come si farebbe con una normale liturgia. Possiamo seguire la Santa Messa in Radio o in Televisione.

Aprirsi al prossimo con umiltà: fare una chiamata ai cari che sono separati dalla Quarantena, mandare un messaggio di solidarietà alle persone in unità di crisi, mandare un pensiero (non solo donazioni ma potrebbe anche essere una misura che volontariamente ci poniamo) significa aprire il cuore (non solo il portafoglio .. malizia vuole).

Il Deserto e la Via Crucis sono il tempo che dedichiamo a Dio e la preghiera del Santo Rosario, che spesso abbiamo brandito, chi per moda, chi per politica, chi per clan .. il Santo Rosario è il promemoria delle preghiere e della Via Crucis, serve per pregare, per chinarsi davanti al Signore. Non è certamente la Quarantena che impedisce di pregare, pur senza andare in Chiesa a contagiarsi e senza avere la premura di toccare acqua santa.

Capitolo a parte è proprio questo: l’Acqua Benedetta. La possibilità di procurarsi acqua benedetta dipende dalle Parrocchie, una chiamata alla Parrocchia per chiedere di poter essere riforniti di una bottiglietta di acqua detta “Santa” è un buon metodo per non restare senza nel Triduo Pasquale, non sappiamo quando torneremo alla normalità.

Processioni e preghiere della Via Crucis: non serve scendere in strada per pregare, ma volendolo organizzare è sufficiente che il Celebrante e un paio di assistenti curino il momento, noi possiamo pregare dai nostri terrazzi, con un sistema di passa parola, in sicurezza, cercando la Benedizione. E’ il Celebrante che benedice il quartiere, i fedeli possono pregare dai balconi e dalle finestre. Basterebbe organizzarsi in sicurezza. Avere la Benedizione dei Palazzi e dei Quartieri a Pasqua, seppure dalla strada, potrebbe comunque essere un diritto, il Credo è garantito dalla Costituzione, non lo è invece organizzare processioni e assembramenti. Il COME FARE è compito della Chiesa .. noi possiamo chiedere che qualcosa sia fatto .. però.

La Gioia della Resurrezione è anche la guarigione dalla Malattia, la liberazione dalla Pandemia: non possiamo e non dobbiamo spegnere la Speranza di riuscire, anche se in questo momento per i Fedeli (di ogni credo) non è possibile stare insieme e non lo è neanche per gli atei. In questo momento a nessuno è consentito unirsi in amicizia né per preghiera, né per divertimento.

Quindi possiamo mettere in campo idee e pensieri da proporre ai nostri Parroci per celebrare una Pasqua di SuperFede anche se non possiamo farlo in Chiesa davanti all’Altare.

A cura di Martina Cecco