“Cura Italia”: ricostruzione delle carceri, alle partite IVA 500 euro

Il decreto Cura Italia, con il quale il Governo Conte II intende arginare le possibili ricadute economico-sociali che il Coronavirus potrebbe avere sul nostro paese sia sul breve che sul lungo termine, presenta una serie di misure che vanno a interessare molti aspetti della nostra società.

Al di là delle misure fiscali, infatti, il Cura Italia va a toccare anche il tema della giustizia: sono infatti prorogate fino al 15 aprile 2020 le misure adottate per quanto riguarda il rinvio delle udienze civili, penali e amministrative, con sospensioni dei termini adottati fino al 22 marzo 2020; inoltre, si prevede il pieno ripristino della funzionalità degli istituti penitenziari, danneggiati negli scorsi giorni dopo la fuga di notizie riguardo la diffusione a livello nazionale del Coronavirus.P

Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, le misure sono molteplici: si va dal nuovo trattamento di cassa integrazione ordinario, in favore di aziende che attualmente erano in trattamento di integrazione salariale straordinario e aziende che hanno in corso un assegno di solidarietà, alle indennità per i professionisti. Ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020, infatti, così come ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (COCOCO) attivi alla medesima data e, iscritti alla gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, agli operai agricoli a tempo determinato e ai lavoratori dello spettacolo, è stata riconosciuta un’indennità una tantum pari a 500 euro.

Sono state disposte anche delle proroghe, sia per quanto riguarda il termine per la domanda di disoccupazione agricola – prorogato al 1° giugno 2020 – sia per la presentazione di disoccupazione NASPI e DISCOLL, ampliati da 68 a 128 giorni. Per un periodo di 9 mesi dal provvedimento, inoltre, l’ammissione ai benefici del Fondo Prima Casa “Gasparrini” è esteso anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 – ovvero nel minor lasso di tempo interocorrente tra la data della domanda e la predetta data – un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione alle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza sanitaria. Non è inoltre richiesta la presentazione dell’ISEE per l’accesso al fondo.

Sul lavoro il Governo ha puntato sul lavoro agile: ai lavoratori del settore privato affetti da patologie è riconosciuta in questo senso la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità di lavoro agile; ai datori di lavoro invece si fa obbligo di autorizzare la modalità di lavoro agile ai dipendenti che abbiano una persona con disabilità ospitata in centri riabilitativi chiusi dal provvedimento nel proprio nucleo familiare; si determina inoltre come il lavoro agile sia modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni.

Dal 5 marzo 2020, inoltre, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato avranno diritto a fruire per i figli di età inferiore ai 12 anni di un congedo specifico, con indennità pari al 50 per cento della retribuzione. La fruizione del congedo di cui al presente articolo è riconosciuta alternativamente a entrambi i genitori, per un totale complessivo di quindici giorni. Alternativamente, è possibile scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo di 600 euro.

I lavoratori dipendenti che possiedono un reddito complessivo inferiore a 40.000 euro avranno diritto a un premio per il mese di marzo 2020 pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro in tale mese. Vengono inoltre sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, così come dei primi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico nel periodo che va dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020.

Per quanto riguarda il sostegno alle imprese, nel Cura Italia si è concessa una deroga alle vigenti norme per quelle aziende che producono mascherine fino a tutta la durata dell’emergenza Coronavirus. Le PMI potranno avvalersi di misure di sostegno finanziario dello Stato, fino al 33% dei prestiti erogati sia per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020, sia per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020, sia per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale. Per 9 mesi dal provvedimento, inoltre, lo Stato fornirà una garanzia per i prestiti fino a 5 milioni di euro volta a investimenti e ristrutturazioni di situazioni debitorie, mentre per le imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato, la Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere liquidità, anche sotto forma di garanzie di prima perdita su portafogli e finanziamenti.

Viene invece istituito dal Cura Italia un fondo per la promozione integrata presso il Ministero degli Affari Esteri, intitolato Fondo Made in Italy, al fine di potenziare gli strumenti di promozione e sostegno all’internazionalizzazione delle varie componenti del sistema Paese, tra i quali il piano straordinario di sostegno al made in Italy realizzato tramite l’ICE.

Per quanto riguarda l’Università, viene istituto per l’anno 2020 il “Fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell’Università”, con una dotazione pari a 50 milioni di euro. In deroga alle disposizioni dei regolamenti di ateneo, l’ultima sessione di laurea dell’anno accademico 2018/2019 si terrà il 15 giugno 2020. Ogni altro termine connesso all’adempimento di scadenze didattiche e amministrative funzionali allo svolgimento dell’esame di laurea è di conseguenza prorogato. Le attività formative e di servizio agli studenti sono computate ai fini dell’assolvimento dei compiti dell’Università e sono valutabili ai fini dell’attribuzione degli scatti triennali.

Per gli enti locali si dispone che le regioni a statuto ordinario sospendano il pagamento delle quote capitale, mentre i consigli e le giunte sia dei comuni che delle province che delle regioni, possono riunirsi tramite videoconferenza, purché rispettino i criteri di trasparenza e tracciabilità. Per lo sport invece le associazioni sportive dilettantistiche non procederanno fino al 31 maggi 2020 al versamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici. I versamenti sospesi saranno effettuati in unica soluzione entro il 30 giugno 2020 senza sanzioni. Ai collaboratori sportivi verrà inoltre corrisposta una copertura per le indennità perdute.