Johnson: “La sanità italiana è eccellente”

Boris Johnson, Primo Ministro del Regno Unito, è finito nei giorni scorsi nell’occhio del ciclone delle polemiche legate all’emergenza Coronavirus, avendo dichiarato che molti britannici si sarebbero dovuti preparare a “perdere i loro cari”.

Avendo deciso inizialmente di adottare la linea del “lasciar sfogare” l’epidemia al fine di creare rapidamente un’immunità di gregge, Johnson sembrava aver preso una decisione diametralmente opposta a quella adottata da Giuseppe Conte e dal Governo italiano, ovvero la quarantena obbligatoria per tutti.

Invece le dichiarazioni di oggi fanno sospettare che lo stesso Johnson non fosse troppo sicuro dell’idea dell’immunità di gregge e che a breve potrebbe esserci un ribaltamento di fronte anche nel Regno Unito nella gestione dell’emergenza. “Per provare a frenare il contagio ormai servono misure senza precedenti, forse simili solo alla Seconda Guerra Mondiale” sembrerebbe aver detto BoJo nella sua conferenza stampa.

Dovremo agire come un Governo di guerra, anche sul fronte economico” ha aggiunto il Primo ministro prima di elogiare il sistema sanitario italiano. “Io ho utilizzato il sistema sanitario italiano ed è eccellente. Il problema non è il sistema sanitario, ma il numero di pazienti“.

Il timore – nel Regno Unito come in Italia – è che si arrivi troppo rapidamente al livello di saturazione, non permettendo più di curare tutti i pazienti allo stesso modo e mettendo così a rischio molti contagiati che necessitano di una terapia intensiva. Quasi il 30% dei contagi conclamati da Coronavirus in Italia, infatti, sono in condizioni “severe” o “critiche” e già gli ospedali in Lombardia e nelle Marche hanno superato l’80% del livello di saturazione.

Già negli scorsi giorni, dopo l’annuncio ai cittadini del dover “prepararsi a perdere i propri cari”, Johnson aveva iniziato a riflettere su misure più restrittive per arginare i contagi. Non si può assolutamente escludere che vi sia a breve uno shutdown anche della Gran Bretagna, viste anche le parole della conferenza stampa.