Coronavirus. Castaldini (CPI): “I migranti non hanno obbligo di stare a casa?”

Riguardo l’emergenza Coronavirus, il responsabile provinciale di CasaPound Italia Filippo Castaldini è intervenuto con una dura presa di posizione nei confronti della gestione dei migranti.

Secondo quanto riporta il portavoce di CasaPound, dalla città di Trento arrivano numerose segnalazioni di gruppi di stranieri che bivaccano per la città, rendendosi protagonisti di episodi di spaccio, segnalando una certa difficoltà da parte delle strutture di accoglienza nel far rispettare il Decreto legge #restoacasa.

Anche dalla Croce Rossa ci segnalano un via vai continuo degli ospiti dalle strutture di accoglienza” afferma Castaldini. “Nonostante l’obbligo di autocertificazione, ci viene segnalato spesso che i migranti vanno a spasso per la città a tutte le ore, per non parlare di quelli che poi vengono fermati durante i controlli antidroga, come successo qualche giorno fa alla Portela“.

La recinzione della struttura – continua il referente provinciale di CasaPound – presenta diverse falle ed è quindi lecito chiedersi, anche a tutela di chi ci lavora, se tutti coloro che escono dalle residenze, come per esempio quella di Fersina, siano autorizzati a farlo e che tipo di controlli vengano messi a punto dai coordinatori delle strutture affinché si riduca l’uscita dei migranti, se non per stretta necessità“.

Non si ravvedono infatti motivi di lavoro né di spesa ai supermercati per i quali i migranti dovrebbero uscire dalle loro residenze. Far rispettare le direttive è sacrosanto e proprio per questo ci aspettiamo che le regole valgano per tutti, soprattutto per chi è ospite in strutture pagate e sostenute da tutti i contribuenti” ha concluso Castaldini.