Coronavirus: nel rapporto contagiati/abitanti in Trentino la più alta percentuale dopo la Lombardia

Ieri Bordon parlava di un +67% solo in Trentino. Una percentuale seconda solo alla Lombardia, seguita da Emilia Romagna e Veneto nell'incremento giornaliero dei casi, considerando che la media nazionale di contagi, rispetto a ieri è di "solo" +13,4%. Quella del Trentino dunque, appare decisamente fuori norma.

Numeri allarmanti dalla Lombardia, ma neanche in Trentino la situazione è rosea per quanto riguarda la diffusione del Coronavirus. Attualmente il numero dei contagiati si attesta a 719 casi, ma il dato che offre maggiori preoccupazioni riguarda il rapporto positivi/abitanti. Sono dati da prendere ovviamente con prudenza anche perché in Trentino è stata applicata una linea durissima per quanto riguarda la diffusione del contagio. In Lombardia infatti il rapporto è di un affetto da Coronavirus ogni 565 abitanti, mentre in Piemonte il rapporto è di uno su 1600 circa. In Trentino il dato segnala invece 1 trentino positivo ogni 754. La Provincia Autonomia di Trento conta 538.000 abitanti, ma 719 contagi sono tanti: cittadinanza e autorità sperano che siano tanti piccoli focolai circoscritti e sotto controllo.

Una decisione presa in queste ore dal Presidente e dal comitato scientifico è l’istituzione di Unità speciali per la gestione dei pazienti affetti da COVID-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero. Previste in tutta Italia dal Decreto Legge nazionale n. 14/2020, hanno lo scopo di agevolare i medici di medicina generale – i cosiddetti medici di famiglia – così come i pediatri di libera scelta e i medici di continuità assistenziale – ex guardie mediche – nel garantire l’attività assistenziale ordinaria.

Intanto domenica quasi tutti i supermercati resteranno chiusi in Trentino-Alto Adige. Lo hanno deciso per i loro punti vendita Gruppo Poli Orvea, Sait e Famiglie cooperative di consumo, Gruppo Aspiag Despar, Dao Conad e associati, Eurospin, Aldi, Mpreis, accogliendo l’appello e la preoccupazione espressa in questi giorni dalle autorità.

Il rischio, ritornando al focus dell’articolo, resta comunque alto. Gli inviti lanciati da Fugatti e da tutte le forze politiche sono tanti e la preoccupazione cresce. La battaglia di Trento non si preannuncia assolutamente facile e anzi il rischio di una disfatta cresce, visto che ci sono ancora persone che non rispettano i divieti imposti dalle istituzioni.