Conte “arresta” gli italiani indisciplinati: tracciarli con un’app, per tracciare il Coronavirus (e fermarlo)

Sono state molteplici le richieste arrivate al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte da parte dei Presidenti di Regione – e in particolar modo da Zaia e Fontana – per arginare il Coronavirus. Dal momento che anche la misura del #iorestoacasa non sembra aver portato i risultati sperati, si va verso un inasprimento delle misure.

Attilio Fontana avrebbe chiesto infatti di fermare non solo i trasporti pubblici, ma anche di chiudere tutti i negozi e le fabbriche di prodotti non essenziali, schierando inoltre l’esercito lungo le strade per controllare che non ci siano spostamenti inutili di persone. Provvedimenti da prendere semmai da sabato, così da consentire in un venerdì che si preannuncia positivo dal punto di vista delle Borse una chiusura al rialzo della settimana economica.

Il trasporto pubblico locale va chiuso: le metropolitane sono strapiene, i treni pure. La gente deve andare al lavoro con un mezzo proprio o le aziende devono organizzarsi, privilegiando il telelavoro” ha affermato Giulio Gallera, Assessore regionale al Welfare. Nel frattempo il prefetto di Milano ha disposto l’impiego di 114 militari per i controlli, incontrando la “piena disponibilità” da parte del Ministero della Difesa.

Paola Pisano, Ministro dell’Innovazione, ha dichiarato invece a Radio 24 che il tracciamento degli spostamenti tramite telefoni cellulari – misura già adottata in Corea del Sud e richiesta da tempo da Luca Zaia – potrebbe non essere irreale. “La risposta bisognerà darla insieme al Garante per la privacy” sostiene il Ministro. “Il diritto alla privacy è un diritto fondamentale altrettanto come quello alla Salute. Se fosse dimostrata l’efficacia, parleremo insieme al Garante e prenderemo una decisione“.

Il Ministro delle Autonomie Francesco Boccia è invece più convinto: “Siamo al lavoro per tracciare tutto, insieme al Ministro Pisano e ai tecnici. Speriamo di poterci tracciare tutti subito dopo la nostra autorizzazione. Con questa opportunità, sapremmo tutte le persone che abbiamo incontrato e sarebbe più facile seguire l’andamento del virus. Oggi non è possibile, speriamo che nel futuro si possa, tramite l’autorizzazione del singolo“.

Nel frattempo Giuseppe Conte ha annunciato l’invio di altri 300 medici, di cui alcuni dal Trentino: questi lavoreranno negli ospedali da campo in costruzione a Bergamo, Crema e Piacenza, così da alleggerire il carico di lavoro alle strutture sanitarie della Lombardia.

Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile, non è troppo ottimista: “Il picco potrebbe arrivare non la prossima settimana ma quella dopo. Molti dicono che stiamo andando verso il picco e mi auguro che sia quanto prima” ha affermato in diretta su Rai 2.