Coronavirus. La Sindrome di Don Rodrigo alla base dei casi sommersi presenti in Italia?

E se fosse stata la cultura e quindi il nostro sistema educativo ad aver in parte causato quanto sta avvenendo in Italia in questi giorni? Il numero di morti superiori a quelli avvenuti in Cina potrebbe nei fatti porre in attenzione la presenza di un sommerso, ovvero un numero di casi non dichiarati, che potrebbe esser ben superiore ai dati ufficiali.

La causa di questo sommerso potrebbe essere proprio la nostra letteratura e quanto studiato a scuola. Ovviamente non vi sono studi scientifici che confermano quanto detto, così come deve esser ben chiaro il concetto che non si vuole in alcun modo criticare due importanti opere letterarie e i percorsi di studio. E’ indubbio però che i moniti lanciati da Alessandro Manzoni siano, a oggi, lettera morta.

Il primo caso riguarda lo studio del Decameron che come opera letteraria racconta la storia di un gruppo di ragazzi che scappa dalla Firenze appestata e si nasconde in campagna. Un comportamento simile si è avuto nel caso dei lombardi che sono andati in vacanza o nelle seconde case, oppure nel comportamento di molte persone che lavorando al nord sono ritornate però a casa nel sud.

Vi è comunque un esempio più forte, ovvero una delle principali opere letterarie che sta alla base della nostra cultura: I promessi sposi. Quanto avvenuto in queste settimane con un numero altissimo di casi non dichiarati può basarsi sull’interpretazione data da molti di noi a un passaggio dell’opera di Alessandro Manzoni presente nel Capitolo XXXIII.

L’antagonista dei Promessi Sposi, Don Rodrigo, a Milano, scopre di essere ammalato di peste. E’ una scoperta un pò tardiva dato che all’inizio questi pensava di avere un semplice malanno, del resto si trattava di una malattia che non poteva colpire uno come lui, e solo dopo essersi svegliato nel corso della notte cerca – pagando profumatamente il Griso – di non far sapere a nessuno di aver contratto il morbo. Sul primo passaggio il Professore della New York University Stefano Albertini ha affermato che sono affetti dalla Sindrome di Don Rodrigo “i fighetti milanesi che hanno affollato i navigli nelle precedenti settimane e i dabben giovani che hanno riempito le piazze e i bar di tutta Italia sbevazzando spritz e aperitivi spiattellati su Instagram fino a quando non è stato espressamente proibito dalle autorità, anche se era stato già vivamente sconsigliato dai sanitari. Non si sa se per effettiva guarigione degli individui affetti o come conseguenza delle misure restrittive, ma fortunatamente la sindrome di don Rodrigo è quasi scomparsa oggi in Italia”.

Forse nei fatti, e non me ne voglia il professore, tale sindrome non è scomparsa e si può essere manifestata nel comportamento di Don Rodrigo tenuto nel capitolo XXXIII dei Promessi sposi quando chiama il Griso, il fedele servitore che poi lo tradirà, per non far sapere a nessuno di essere appestato.

Ma quante persone si sono comportate come il nostro Don Rodrigo e non si sono rivolte alle autorità sanitarie? I numeri dei decessi fanno veramente pensare che i Don Rodrigo presenti nel nostro paese, complice anche la paura di finire nei lazzaretti studiati a scuola, siano tanti. Si evita a tutti i costi di andare negli ospedali così come sono fin troppe le persone che minimizzano i mali o evitano di mettersi in quarantena debellando la malattia.

Un discorso antipatico, ma drammaticamente reale. I promessi sposi e il Decameron diventano allora due opere che devono essere studiate per evitare il verificarsi di tali eventi e non per cercare di imitare i comportamenti dei protagonisti. Anche perché alla fine Don Rodrigo è morto come il Griso che lo ha tradito.