Carabinieri Bolzano arrestano due persone per resistenza a un pubblico ufficiale nel corso dei controlli “COVID-19” nel Capoluogo

Nonostante siano aumentati i monitoraggi indomiti i fuggiaschi perseverano.

I militari della Compagnia Carabinieri di Bolzano, nel corso dei controlli a tutto campo sull’applicazione dei precetti e dei divieti volti a prevenire la diffusione della COVID-19, hanno arrestato due persone e ne hanno denunciato a piede libero una terza per i reati di resistenza, violenza, minaccia e oltraggio a un pubblico ufficiale.

Ieri mattina i carabinieri della sezione radiomobile hanno avvicinato S.D., un ventinovenne gambiano, chiedendogli un documento d’identità. L’africano ha girato i tacchi ed è scappato. Contemporaneamente ha gettato qualcosa dal ponte (Campiglio). Bloccato dopo un breve sprint, ha aggredito i militari che però in poco tempo sono riusciti a immobilizzarlo.

Da sotto il ponte, grazie anche all’aiuto dei vigili del fuoco di Bolzano, è stato recuperato un involucro contenente sette dosi di marijuana. Indosso all’uomo novanta euro in contanti di piccolo taglio. Droga e soldi sono stati sottoposti a sequestro.

L’arrestato, accusato dei reati di resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, è stato sottoposto ai consueti rilievi foto-dattiloscopici e poi associato al carcere di Bolzano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

A quanto pare le imposizioni governative sulla limitazione degli spostamenti hanno dato una scossa anche al mercato della droga. I clienti non si muovono per comprarla e preferiscono, pur spendendo di più probabilmente, affidarsi allo spacciatore “di vicinato”. E così c’è un calo delle vendite in città con una conseguente tensione tra i venditori. Evidentemente il giovane gambiano già era arrabbiato per la flessione negli affari e se l’è presa coi carabinieri, rei di avergli rovinato la giornata.

Nel pomeriggio, invece, a via della rena, due nordafricani avevano tentato di saltare la coda per accedere al supermercato ed erano stati rimbalzati dagli addetti e chiusi fuori. Si erano quindi accaniti a pugni e manate sulla porta ma prima dell’arrivo dei carabinieri si erano dileguati.

Poco dopo però – il lupo perde il pelo ma non il vizio – gli stessi due erano usciti a entrare (non si sa se si fossero messi diligentemente in fila o meno) e avevano rubato alcune bottiglie di bevande alcoliche. Gli addetti alle vendite hanno chiamato i carabinieri e una pattuglia è intervenuta sul posto. È dovuta però intervenire anche una seconda pattuglia poiché uno dei due, algerino ventottenne, non voleva collaborare coi militari dell’Arma. A un certo punto lo stesso ha tirato fuori una bottiglia di vino e l’ha scagliata a terra verso i militari. Poi ha iniziato a insultarli e minacciarli augurando loro di morire di coronavirus.

I carabinieri a fatica lo hanno ammanettato perché si dimenava come una salamandra impazzita urlando forsennato frasi sconnesse in italiano, francese e arabo fino in caserma dove, pian piano, si è calmato.

È stato fotosegnalato e arrestato per poi essere recluso in carcere. È accusato di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e tentato furto aggravato in concorso. Concorso con l’amico suo, un trentacinquenne tunisino che con solo l’ultimo reato indicato – è stato più furbo tenendo un basso profilo, o forse non gli piaceva il vino – è stato denunciato a piede libero.