Mentre l’Italia cerca di non soccombere al coronavirus le Sardine pensano al virus del razzismo

Mentre la situazione a Bergamo e in tutta la Lombardia si aggrava, ma lo stesso si può dire per il Veneto e il Trentino-Alto Adige, le sardine continuano la loro opera di lotta al razzismo come se a qualcuno ancora in un’Italia dilaniata dalle morti di parenti o amici fosse ancora interessata al tema.

Sulla loro pagina Instagram si legge infatti: “La situazione con il #coronavirus, e la conseguente perdita di vite umane, non dovrebbe farci dimenticare che, a causa delle politiche migratorie dell’UE, oltre 30.000 persone sono morte nel Mar Mediterraneo, mentre cercavano rifugio. In Europa, così come in Italia, prima di questa era già in corso un’altra pandemia, creata dal #virus del #razzismo, che, alla pari del fascismo, continua a mutare in mille modi diversi: l’islamofobia, l’antisemitismo, l’antiziganismo, il machismo e la fobia LGBT”.

Il virus, il Covid-19, ha impedito loro di scendere in piazza per celebrare la Giornata Internazionale contro il virus del Razzismo. A parere loro in Italia questa Giornata, negli anni passati, non ha mai visto diffuse partecipazioni popolari. È per questo che la rete delle Sardine che vivono all’estero avrebbe voluto portare a Scampia la proposta di seguire l’esempio straniero proclamando la data del 21 Marzo come una delle date ufficiali in cui scendere in piazza e riempire le città italiane coi colori dell’antirazzismo.

In un momento politico in cui l’hashtag più di tendenza è #restoacasa, le Sardine farebbero bene a lanciare un condivisibile #aiutiamolalombardia. Visto che dichiarano di essere un “movimento popolare”, potrebbero coinvolgere i loro adepti per fare beneficenza e raccogliere donazioni per comprare mascherine e respiratori.

Potrebbero così riparare a certi post frutto di un’epoca ormai finita.