Trento, Coronavirus. Quotidiano contrasto dei Carabinieri a gli irresponsabili.

La città non risponde abbastanza alle regole.

Oramai è un impegno quotidiano dei Carabinieri contro gli irresponsabili.

Dopo 10 giorni e migliaia di controlli continui alle persone e ai veicoli che si spostano per le nostre strade, tra le nostre città e di serrate verifiche agli esercizi commerciali per accertare il rispetto delle misure di adottate, sembra che ancora non tutti abbiano capito la serietà della situazione. Ormai tutti, le istituzioni, il mondo dello spettacolo e dello sport, i sanitari che stanno facendo un lavoro immane, i familiari che hanno perso i loro cari senza poter stringere loro la mano o salutarli per l‘ultima volta stanno ripetendo che è ora di cambiare per ognuno, ma sembra che ciò non basti a far desistere gli insensati dall’uscire di casa, se non per motivi assolutamente essenziali.

Stare a casa è molto più del semplice e riduttivo “non scendere per strada”, questa volta lo stare in casa è l’unica via per ridurre o meglio contenere le perdite, che anche noi stiamo già contando come comunità e cerchiamo di non annoverare in tutte le famiglie.

Il nostro impegno quotidiano, già con oltre 100 servizi e senza soluzione di continuità, notte e giorno, per ridurre la diffusione del virus, non smetterà finché tutto non sarà nuovamente volto al meglio, senza esimerci dal continuare deferire –purtroppo- diverse decine di persone al giorno. Potrà andare bene soltanto se ognuno farà la sua parte e non come:

  • le persone che continuano a camminare sotto braccio e non perché anziani incerti nel procedere;
  • i sette individui che comodamente stavano facendo un pic-nic all’interno di un parco a Mezzolombardo, peraltro inibito da una precisa ordinanza sindacale. Tre di questi, provenienti addirittura da Roverè della Luna e privi dell’autodichiarazione che ne legittimasse lo spostamento;
  • una donna di Trento che stava facendo una passeggiata a 10 km. dal domicilio;
  • un arcense che si è recata a Trento per l’acquisto di vestiti e scarpe;
  • il ragazzo di Martignano che non ha saputo giustificare la sua presenza in via Della Prepositura, dove stava consumando hashish, per cui è stato anche segnalato alla competente Autorità Prefettizia;
  • il gestore di un bar di Castello di Fiemme che alle 3 di notte era nel locale.

Tutto ciò ormai non merita più neppure commenti considerato il drammatico periodo, che stiamo vivendo.