Coronavirus, Faustini e Tonini (PD) attaccano il “metodo Fugatti”. Dalzocchio (Lega): “Pensiamo a vincere la guerra”

L’emergenza Coronavirus ha catapultato la Provincia Autonoma di Trento in una situazione mai affrontata finora, con complicazioni e mutamenti di fronte continui. Lo stesso Presidente Maurizio Fugatti ha sempre ribadito la difficoltà dell’affrontare questa malattia, ribadendo la necessità dello stare a casa.

Non sono, naturalmente, mancate critiche alla gestione dell’emergenza sanitaria: Alberto Faustini, editorialista e direttore del quotidiano L’Adige, ha pubblicato quest’oggi un editoriale in cui ha criticato alcuni aspetti della gestione provinciale della crisi. “Nessuno ci dice, negli incontri ufficiali, che in terapia intensiva, al Santa Chiara, sono rimasti solo sei letti. Nella notte, forse, sono diventati meno” scrive il direttore sul suo giornale.

Gli sforzi del personale – continua – sono enormi: donne e uomini che soffrono in uno scafandro per cercare di salvare tutti. Fra poco dovranno scegliere fra chi potrà vivere e chi dovrà morire. E negli ospedali, oltre ai farmaci sperimentali, stanno finendo anche quelli base“.

Questa volta, il ‘prima i trentini’ è saltato” attacca polemicamente Faustini. “Si sono trovati quattro letti, a Trento e a Rovereto per malati gravi arrivati dalla Lombardia. Quando il Trentino sarà al collasso, la Lombardia restituirà il favore? Lecito dubitarne. Si parla dell’arrivo di altri letti, ma servirà un mese per attrezzarli poiché mancano apparecchiature. Serve un miracolo e serve verità“.

Anche il principale sfidante di Fugatti alle scorse provinciali, ovvero il Consigliere provinciale del Partito Democratico Giorgio Tonini è intervenuto polemicamente, anche se con toni più pacati. Pur avendo ribadito ampiamente in apertura dell’intervista rilasciata al quotidiano Trentino che prova “massima solidarietà e rispetto” nei confronti di Fugatti, ha segnalato due aspetti particolarmente critici.

Un errore, compiuto assolutamente in buonafede, è stato l’appello ‘venite a sciare in Trentino’. Una gaffe che non credo abbia smosso migliaia di persone. Un errore più grave, anch’esso in buonafede, è stato l’aver ignorato l’appello dell’Upipa – Unione Provinciale Istituzioni per l’Assistenza, ndr – di vietare le visite dei parenti degli ospiti delle case di riposo” ha affermato il Consigliere del PD.

Certo, sarebbe stata una misura dura, ma avrebbe potuto salvare la vita di qualche vecchietto in più. Sottolineo questo perché in Trentino, così come nel resto d’Italia, si è vista una défaillance nel gestire un’emergenza sanitaria. Penso che a emergenza superata sia il caso di fare una commissione d’inchiesta in Consiglio provinciale che metta in evidenza le pecche per provi rimedio” propone Tonini. “Non voglio far polemica, può servire per capire cosa dovrà funzionare meglio in futuro. Sono più critico invece sull’aspetto economico. Ok il testo della Giunta sugli appalti, ma sul tema degli interventi a sostegno del redditto si deve fare di più, anche a costo di fare debito. Ci si mobiliti anche rispetto al governo nazionale: nel riparto del fondo per la cassa integrazione Bolzano ha portato a casa 13 milioni di euro, Trento solo otto. Manca qualcosa nel rapporto tra la Provincia e il Governo e c’è qualcosa che non funziona nella nostra delegazione parlamentare“.

A quest’ultima accusa ha risposto il gruppo dei deputati trentini della Lega, composto da Diego Binelli, Vanessa Cattoi, Martina Loss e Mauro Sutto: “Pur ritenendo un bene che tutti vogliano essere d’aiuto in questo momento di emergenza, non condividiamo alcune critiche rivolte alla gestione dell’emergenza da parte della Giunta, peraltro di poco rilievo se paragonate al grande impegno dimostrato da Maurizio Fugatti ogni giorno” scrivono i deputati leghisti. “Il Governo nazionale – continuano – si è arrogato la regia dell’emergenza, obbligando di fatto gli altri enti territoriali a non adottare provvedimenti prima delle indicazioni nazionali. Il Governo del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, ritardando tali decisioni, non solo ha colpevolmente lasciato terreno libero all’espansione incontrollata del Coronavirus, ma anche mancato di dare risposte al mondo economico in grave difficoltà“.

Condividiamo – concludono gli onorevoli leghisti – quanto sostenuto dal consigliere Tonini, cioè che non vi sia un rapporto privilegiato come in passato quando al Governo c’era la Lega. In tal senso sicuramente solleciteremo il Governo e gli esponenti parlamentari trentini che oggi lo sostengono, ma nello stesso tempo invitiamo Tonini a documentarsi meglio per quanto riguarda i fondi che la Provincia di Trento percepisce per il finanziamento degli ammortizzatori sociali: non è dando informazioni imprecise che svolgiamo correttamente i nostri compiti“.

A rispondere sia a Tonini che a Faustini è stata Mara Dalzocchio, Capogruppo della Lega in Consiglio provinciale, che con due differenti comunicati stampa ha risposto alle affermazioni comparse sui quotidiani locali.

Trovo fuori luogo l’intervista apparsa sul Trentino con cui Tonini ha imputato alla Giunta una cattiva gestione dell’emergenza Coronavirus, sia per quanto riguarda le affollate sciate che in Trentino si sono fatte fino a chiusura impianti, sia per la sospensione delle visite dei parenti nelle case di riposo non immediata” ha commentato la Consigliera.

Ieri in Trentino sono morte 15 persone, in piena guerra le polemiche dovrebbero lasciare il posto a unità e compattezza. Il criticato Presidente Fugatti è lo stesso che già il 3 febbraio 2020, mentre il Partito Democratico era ancora alle prese con gli hashtag abbraccia un cinese e Milano non si ferma, firmava con altri governatori del Nord una lettera, tacciata di razzismo, con cui si invitava a non mandare a scuola i bambini di ritorno dall’Asia” afferma la Dalzocchio.

Se proprio si vogliono formulare critiche, vorrei sapere cosa pensa di Giuseppe Conte chi critica Fugatti. Il Presidente del Consiglio lo scorso 27 gennaio affermava ‘Siamo pronti all’emergenza Coronavirus. Abbiamo adottato tutti i protocolli di prevenzione possibili e immaginabili’. Quante vite umane può essere costato il ritardo governativo nella chiusura delle attività non essenziali?” si chiede la Capogruppo. “Lo stato di emergenza sanitaria era stato dichiarato già il 31 gennaio, il blocco delle attività è avvenuto pochi giorni fa. Queste sono domande che il PD dovrebbe rivolgere a sé stesso e al Premier con cui governa, se proprio vuole cercare delle responsabilità, invece di mettere in mezzo chi, come Fugatti, sta dando il massimo per affrontare un’emergenza di dimensioni epocali, con buona pace di chi, come il Consigliere Luca Zeni, era sempre intento a fare filippiche pro-jogging“.

Non mi piace il gioco di trovare responsabilità, errori ci sono stati a livello nazionale ed europeo, tra omissioni o sottovalutazioni di una vera e propria guerra a un nemico più astuto e forte di noi che accetta come condizione di resa la nostra morte” sostiene la Dalzocchio, che passa poi all’attacco di Faustini: “L’editoriale in prima pagina su L’Adige di oggi è surreale. Oltre ad accusare la Giunta di gravi omissioni, si afferma anche che sarebbe stato meglio non ospitare i quattro pazienti lombardi colpiti dal virus perché mancano i posti letto e forse la Lombardia non sarà capace di restituire il favore“.

Desidero far presente al direttore de L’Adige che raramente ho letto uscite più inopportune della sua. Il solo fatto che venga formulato un ragionamento secondo il quale sarebbe stato meglio rifiutare il soccorso a quattro vite umane, tanto più se si considera che tali affermazioni provengono da chi ha sempre avuto parole di appoggio e incoraggiamento all’accoglienza dei migranti, mi lascia senza parole: forse i lombardi sono troppo italiani per essere aiutati?” attacca la Dalzocchio. “Faustini – continua – confonde il programma politico della Lega, volto al ‘prima i trentini’ e a dare attenzione prioritaria a chi ha reso grande questa terra, con una discriminazione in ambito sanitario che non è mai esistita. Sfido chiunque a far nomi e cognomi di pazienti rifiutati dagli ospedali trentini“.

Sono molto delusa da certe valutazioni fuori luogo. Preferisco considerare il Presidente Fugatti come un essere umano che si trova in una situazione senza precedenti e che personalmente non auguro a nessun mio avversario politico di dover gestire in futuro. In un contesto simile bisognerebbe supportare chi ci governa, cercando sempre di mettere in primo piano le esigenze dei trentini, senza dimenticarsi di coloro che vivono sul nostro territorio onestamente e con impegno” ha concluso la Consigliera.