La stampa estera non ha dubbi. Gli aiuti dalla Cina all’Italia? «Propaganda»

“La Cina sta usando gli aiuti per il coronavirus per ripulirsi dalla responsabilità di aver scatenato una pandemia globale”. Anche “l’invio di centinaia di migliaia di mascherine e dei ventilatori, – si legge sul Wsj – è solo in parte un gesto di altruismo”, perché “la maggior parte dei ventilatori inviati in Italia arrivano dall’azienda cinese Mindray, che vende i suoi prodotti a un prezzo inferiore dei suoi concorrenti globali”. A scriverlo, sul Wall Street Journal e rilanciato da Formiche.net, è Alessandra Bocchi, che invita l’Italia alla cautela. 

Anche il vicepresidente di Forza Italia, ed ex numero uno del Parlamento Ue ha tuonato, sempre in una intervista a Formiche.net, quanto “con una crisi devastante alle porte per l’economia italiana il sistema Paese è esposto più che mai, anche alle speculazioni esterne”, facendo poi menzione ad una ‘Via della Salute’ – complicità o meno del nostro ministro degli esteri Di Maio, quale “prosieguo della Via della Seta nel settore sanitario” su cui, però, “il Parlamento deve esserne messo al corrente”. A tal proposito il sito ultraconservatore Breitbart, fa sapere la testata, scrive “la Cina debutta con la Via della Seta della Salute in Italia mentre a Wuhan i cittadini non hanno accesso a un’assicurazione sanitaria”. E forse non ha tutti i torti.

Ma non sono i soli secondo la testa online. Anche Theresa Fallon, sul The Diplomat, rincara la dose: “La spedizione dei ventilatori non sarebbe altro che un gesto di ‘reciprocità’, per ripagare gli sforzi della Croce Rossa italiana di un mese fa, quando l’Italia ha inviato 18 tonnellate di equipaggiamento a Wuhan”. “La Cina è interessata all’Italia e allo sviluppo del 5G nel suo Paese. Che è anche un ottimo posto per spezzare l’unità occidentale e l’influenza americana”. Visione a cui si accodano Foreign Policy, New York Times, Washington Post e Wall Street Journal, ma anche il Guardian, che ribadisce: “mentre Trump colpisce l’Europa con la chiusura dei viaggi, la Cina si pone come l’amico generoso e altruista”.

Insomma, c’è una guerra in atto, e nonostante non sia un conflitto tradizionale anche in questo caso la comunicazione e la diplomazia sembrano farla da padrone. E’ anche vero che in un momento in cui l’Ue ha lasciato un vuoto per via delle sue impossibilità ad agire (terrorismo e sicurezza nazionale sono di competenza dei singoli Stati) e gli USA hanno chiuso all’Europa, la Cina ha avuto campo libero per dimostrare solidarietà, insieme a Cuba, Russia e – solo dopo – seguita da altri partner europei e dagli stessi americani. Solo dopo aver compreso, forse, la gravità del fenomeno e la possibile disgregazione in atto dovuto al sentiment popolare e comunitario sempre più euroscettico e sovranista.