Merkel irritata da Conte gli sbatte la porta in faccia: “c’è il MES, no ai Coronabond”

La risposta dall'Ue? "Ci riaggiorniamo tra 14 giorni".

Secondo quanto riportato dal quotidiano berlinese Die Welt, la cancelliera Angela Merkel sarebbe molto irritata dall’atteggiamento del Premier italiano Giuseppe Conte e di altri stati europei in relazione alle contromisure da prendere per uscire dalla crisi economica generata dal coronavirus. Atteggiamento che avrebbero probabilmente portato a far saltare il vertice dell’Eurogruppo di ieri sera, quando Conte, insieme al Premier spagnolo, aveva proposto una “deadline” di 10 giorni ai vertici Ue, salvo poi vedersi sbattere la porta in faccia. La risposta dall’Ue? “Ci riaggiorniamo tra 14 giorni”.

All’interno di un lungo articolo il quotidiano tedesco ha tuttavia evidenziato come Angela Merkel sarebbe rimasta molto indispettita dalle richieste di Italia, Spagna e Francia circa l’emissione di obbligazioni in euro (i cosiddetti corona-bond).

Alla base di questa irritazione vi sarebbe il fatto che se venissero emessi i corona-bond ridurrebbe i tassi di interesse per i paesi economicamente in difficoltà come il Portogallo, la Grecia e l’Italia, mentre paesi con ottimi rating creditizi come la Germania o il Lussemburgo dovrebbero pagare più interessi sui debiti raccolti.

In sostanza la Germania vorrebbe evitare di avere debiti in comune con paesi economicamente meno stabili e, pur ritenendo necessario aiutare i paesi in difficoltà, preferirebbe venisse utilizzato il Meccanismo Europeo di Stabilità.

Questa soluzione non sarebbe stata per nulla apprezzata da Giuseppe Conte dato che l’aiuto del MES sarebbe collegato a condizioni, per i paesi beneficiari, che comporterebbero la consolida del bilancio e una determinata supervisione della politica fiscale, reputando invece le obbligazioni in euro molto più economiche e convenienti.

In sostanza, anche a causa di questi dissidi, il Consiglio Europeo (trovatosi ieri in video conferenza) non è riuscito a trovare un accordo e, sebbene le parti si siano date appuntamento tra 14 giorni, è evidente come per uscire da questa crisi sia necessario il buon senso e l’impegno da parte di tutti.

Così da poter dimostrare, una volta per tutte, che “Unione europea” non è solo uno slogan dietro il quale nascondersi ma un reale sentimento di unità per tutti i paesi membri.

con la collaborazione di C.A.R