Quale futuro per il mondo dopo il Coronavirus?

Cosa succederà dopo che l’emergenza coronavirus starà per concludersi in Italia? Probabilmente si dovrà procedere a due diverse strategie che corrispondono a due modi diversi di vivere la società. Innanzitutto il primo punto riguarda le modalità con cui si svolgerà lo sblocco nazionale: al momento bisogna valutare con particolare attenzione le modalità con cui questo si potrà svolgere. Una soluzione è quella che vede la fine della quarantena per le regioni che registreranno 0 casi sul territorio regionale per 5 giorni e che quindi potranno essere considerate Coronavirus free, ovvero libere dal Covid-19.

Si tratta comunque di una soluzione da prendere con le dovute cautele.
A Codogno, dopo settimane di progressivo calo del trend, arrivato anche a toccare l’uno per cento, negli ultimi giorni il trend è in risalita. Il coronavirus pare tornare con facilità sui luoghi.
Quindi massima attenzione nel dichiarare finita l’emergenza Coronavirus. Purtroppo sul tema non si può scherzare e anche se le motivazioni economiche sono forti, il rischio di assistere alle tragiche scene di Bergamo è elevato.

È necessario puntare a una riformulazione del tutto e proprio su questo punto si basa il secondo elemento della società post-coronavirus: l’applicazione del principio dei porti e frontiere chiuse. L’emergenza ha infatti raggiunto una dimensione globale e un mondo globalizzato così come lo conosciamo oggi non può tornare se non nel termine di qualche anno o persino decennio. Il vero problema, evidenziato nelle scorse settimane anche dal governo cinese, è il contagio di ritorno, ovvero i casi di ritorno del coronavirus dall’esterno.

A riguardo la Cina ha imposto la quarantena obbligatoria per chi entra nel paese in arrivo dall’Italia. Lo ha annunciato il vicesegretario del governo municipale di Pechino. La misura riguarda anche chi arriva da Corea del Sud e Iran. Per chi non ha un domicilio in Cina, specifica il comunicato, l’isolamento di 14 giorni avverrà in un hotel. A far scattare la restrizione nei confronti dell’Italia è stato il caso di sette cittadini cinesi che, dopo un soggiorno in Italia (in particolare a Bergamo) sono risultati positivi al Covid-19.

Stesso discorso dovrà interessare anche l’ambito europeo con la sospensione per un periodo di tempo medio-lungo degli accordi di Schengen, auspicabilmente anche con l’apporto di misure di sicurezza straordinarie.

Di sicuro in questo contesto si dovrà poi puntare probabilmente a vivere in uno Stato di pandemia perenne, dovendo riconvertire l’intero sistema dei rapporti sociali al fine di evitare di ritornare in uno stato di guerra vera e propria. Si dovrà pensare quindi a uno stato di armistizio sospeso, ovvero una situazione in cui il clima di guerra può tornare in qualsiasi momento. Per questo motivo settori come il turismo, i servizi e la ristorazione dovranno iniziare a muoversi con modalità totalmente diverse.

Per esempio i supermercati dovranno accettare l’idea, alla pari dei centri commerciali, di tener chiuso i giorni festivi o addirittura procedere alla chiusura durante l’ora di pranzo per sanificare gli ambienti. I ristoranti probabilmente dovranno modificare la capacità dei posti a sedere.