Coronavirus. Failoni (Lega) replica a Dallapiccola sui turisti lombardi in Trentino

Alla fine l’Assessore al Turismo della Lega in Trentino, Roberto Failoni, ha rotto il silenzio e ha replicato al Consigliere di minoranza del PATT Michele Dallapiccola che nelle scorse ore aveva lanciato una pesante invettiva contro l’Assessore affermando che alla fine di febbraio Trentino Marketing invitava i turisti a venire in Trentino evidenziando che qui non c’erano contagiati e “questo – a parere del Consigliere d’opposizione – ha favorito l’importazione del contagio”.

“E’ stupefacente come un ex Assessore al Turismo accusi nemmeno tanto velatamente gli ospiti di aver portato il virus in Trentino (ignorando che si tratta di una pandemia globale): cosa dirai caro Dallapiccola ai turisti (che ci auguriamo tornino numerosi) fra qualche mese? «Ben tornati in Trentino anche se vi ho dato degli untori mesi fa»!?”, una replica chiara e precisa – quella fatta da Failoni – e che riporta una verità che in questi giorni si sta nascondendo, ovvero l’importanza che il turismo ricopre in Trentino anche grazie all’afflusso di persone provenienti da varie parti d’Italia che aiutano a far muovere l’economia provinciale. Il turismo e le strutture ricettive sono poi fondamentali anche per muovere varie attività connesse come la produzione di prodotti enogastronomici e l’agricoltura locale.

Ritornando alla replica di Failoni, l’assessore al turismo ha poi voluto affermare: “Il virus si è propagato in tutto il Trentino, colpendo fortemente paesi per nulla connessi al turismo invernale. Come ben sai abbiamo assunto misure di prevenzione e chiuso gli impianti di risalita (quindi di conseguenza anche le strutture ricettive) non appena possibile, in linea – e in molti casi in largo anticipo – con ciò che è stato fatto in altre regioni o Stati, con la speranza pertanto di uscirne prima degli altri”.

Failoni poi ha continuato e ha detto: “Al 31 marzo ci troviamo di fronte a una preoccupante recessione in vista. Sappi che il nostro sforzo è quello di superare la crisi con il minor danno possibile per l’economia trentina, salvaguardando salute, posti di lavoro e benessere. Certo, la battaglia è dura ma può essere vinta solo se riusciamo ad UNIRE il popolo Trentino in questo sforzo”.