E’ scontro tra CISL Medici e APSS: “Ruscitti spenda il suo aumento per i medici trentini”

Mentre in Trentino l’emergenza sanitaria di covid-19 continua a imperversare sul territorio, prosegue anche la polemica a distanza tra il Sindacato CISL Medici e l’Azienda Sanitaria per i Servizi Provinciali della Provincia Autonoma di Trento.

Dopo le schermaglie degli scorsi giorni in cui CISL Medici aveva denunciato l’aumento di stipendio per il dirigente dell’APSS, Giancarlo Ruscitti, e le difficili condizioni in cui sono costretti a lavorare i medici trentini, ieri il Segretario Generale Cisl Medici – Trentino, Nicola Paoli, è tornato a lanciare pesanti accuse nei confronti dell’Azienda Sanitaria provinciale.

Attraverso una dura nota, Nicola Paoli, ha attaccato molto duramente l’APSS trentina, rea di aver abbandonato i propri medici non fornendo loro il materiale necessario per poter svolgere le visite in maniera adeguata ed in piena sicurezza. Per il Segretario Generale l’ultimo “casus belli” sarebbe quello relativo al Centro Servizi sanitari di Mezzolombardo dove a fronte di sale piene di pazienti da visitare privi dei minimi supporti di protezione, ai medici è stato fornito solamente un paio di guanti in nitrile (necessari per poter visitare i pazienti in piena sicurezza).

Lo stesso Nicola Paoli si era lanciato in pesanti accuse dichiarando: “Dopo aver ricevuto questa mattina il pacco regalo attraversando una folla di gente accalcata al piano terra del Centro Servizi sanitari di Mezzolombardo, in attesa di accertamenti, che tossiva ed era senza mascherine, i medici di medicina generale della Cisl ci fanno notare che ci è stato consegnato un solo paio di guanti in nitrile, assolutamente necessari per visitare i nostri pazienti Covid-19 positivi. In tempi di penuria delle casse provinciali, ci aspettiamo che il dott. Ruscitti elargisca il suo aumento retributivo per acquistare il necessario affinché i medici, come lui, abbiano di che operare per il bene della nostra gente trentina. Anche perché, i ‘progetti strategici’ in periodo emergenziale per cui è stato premiato, sono stati firmati, in parte, anche dalla medicina generale che sta a lui a cuore. Che Dio ce la mandi buona!”.

Questa accusa è solamente l’ultima di una lunga serie, partita ancora lo scorso 25 febbraio con la denuncia, sempre da parte di Paoli, della consegna ai medici, presenti all’incontro informativo sulla task force coronavirus, che avrebbero dovuto affrontare l’emergenza sanitaria di un pacco contenente una sola mascherina priva, peraltro, degli occhiali di protezione.

A gettare benzina sul fuoco di questa vicenda vi è anche la drammatica notizia della scomparsa della Dott.ssa Gaetana Trimarchi, medico di continuità assistenziale in servizio in Valle di Fassa, venuta a mancare a seguito di alcune complicazioni dopo che era stata ricoverata presso l’ospedale di Rovereto per aver contratto il coronavirus.

Questa terribile notizia evidenzia inequivocabilmente come le preoccupazioni di CISL Medici per i suoi assistiti siano più che legittime, con i medici lasciati soli a combattere in prima linea senza che gli fossero fornite gli strumenti adeguati. In questo l’APSS trentina poteva sicuramente fare meglio e garantire maggiori tutele a questi eroi che da settimane lavorano incessantemente per cercare di limitare i danni provocati dal coronavirus.

La speranza è che i dirigenti dell’Azienda Sanitaria per i Servizi Provinciali possano recepire il messaggio e ascoltando le preoccupazioni dei propri medici, garantire loro almeno i criteri di sicurezza minimi. Così da evitare che altri medici, ad oggi così necessari, possano continuare a salvare vite invece che perderla.