Coronavirus, Furlan (CISL): “Per l’Italia servono Eurobond e una manovra da 100 miliardi”

La pandemia del Coronavirus, con la progressione del flagello biblico, ha ormai assunto i caratteri della tragedia umanitaria globale. Affinché il sogno europeo continui a vivere non è il tempo dei sovranismi o dell’egoismo miope dei singoli paesi. Non possiamo più esitare, come ha sollecitato in queste giornate drammatiche per il nostro Paese anche il nostro Presidente Mattarella“. Queste sono le dichiarazioni di Annamaria Furlan, Segretaria generale della CISL, lanciando a mezzo stampa anche un Manifesto per una Nuova Europa Unita e Solidale.

Il Manifesto è divisibile in cinque fondamentali punti programmatici: “Sicuramente è un primo passo importante e apprezzabile la decisione della Commissione europea di costituire un Fondo Europeo da 100 miliardi di euro per finanziare, attraverso prestiti, gli ammortizzatori nazionali, quali la Cassa integrazione in Italia. Ma non è ancora uno strumento sufficiente per affrontare la complessità di questa crisi, compresa la grave emergenza del livello di povertà nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda tante famiglie del Sud” scrive la leader CISL.

Mario Draghi – aggiunge la Furlan – ha sostenuto che nello scenario assolutamente nuovo creato dall’emergenza pandemica, esiste una sola strategia obbligata ma vincente: l’aumento significativo del debito pubblico per sostenere immediatamente le imprese impegnate a salvare posti di lavoro con nuove linee di credito, finanziamenti, scoperti di conto corrente a tasso zero e con garanzie statali senza alcun onere per il prenditore, unite al rinvio delle scadenze fiscali“.

La leader CISL ritiene inoltre assolutamente necessario e urgente gestire l’emergenza, attraverso l’emissione di Eurobond – titoli di debito europeo garantito dagli acquisti illimitati della BCI per un valore di 3000 miliardi di euro – da parte di un’istituzione europea. Questi titoli andrebbero distinti in due tranche: la prima finalizzata al sostegno dei sistemi sanitari, alla produzione di materiale sanitario e alla cooperazione scientifica per la ricerca del vaccino; la seconda al contrasto delle ricadute recessive e depressive sulle economie attraverso un piano straordinario di investimenti in infrastrutture immateriali, fisiche, sociali, integrato dai piani di investimenti nazionali stornati dal calcolo del deficit.

Terminata l’emergenza, secondo la CISL dovrebbe essere aperta una fase costituente e la strategia del debito europeo attraverso gli Eurobond dovrebbe diventare svolta strutturale, dotando l’Eurozona di un proprio autonomo bilancio, sostenuto da un’autonoma capacità di imposizione fiscale e da una BCE che, in quanto prestatore di ultima istanza, potrebbe acquistare debito europeo all’emissione. Il bilancio sarebbe gestito da un Ministero del tesoro europeo al quale si affiancherebbero altri Ministeri per le funzioni internazionali via via delegate al livello europeo, dalla difesa, alla sicurezza fisica e sanitaria, all’immigrazione, che risponderebbero al Parlamento Europeo.

Sul fronte interno, la Furlan sottolinea che l’Italia ha bisogno di una manovra forte e strutturale intorno agli 80/100 miliardi: “Il 50% dovrebbe trovare le coperture all’interno del bilancio, il restante 50% sarebbe finanziato in deficit, nell’ambito delle flessibilità europee“, conclude la Furlan.