Gli onorevoli della Lega Trentino: “Il PD locale vuole centralizzare la sanità?”

Sta facendo molto discutere la proposta di Andrea Orlando, vicesegretario del Partito Democratico, di tornare a una sanità in mano esclusivamente nazionale, eliminando così le autonomie e le competenze regionali in materia. La soluzione è stata caldeggiata anche da Vito Crimi, capo politico reggente del Movimento 5 Stelle.

Dopo la crisi del Coronavirus e traendo una lezione da questa, bisognerà cominciare a pensare se non sia il caso di far tornare in capo allo Stato centrale le competenze in materia sanitaria” ha dichiarato Orlando in un’intervista a La Stampa. “Un discorso di sistema da fare con calma dopo l’epidemia: il punto critico sta nella speranza di vita differenziata a seconda della qualità del sistema regionale che trovi“.

Molto critica la Lega, in particolare con gli onorevoli del Trentino, che non intende rinunciare alle competenze sanitarie locali, uno dei principi di base delle autonomie regionali. “Identificare le gestioni regionali della sanità come fonte di enormi disuguaglianze significa non aver compreso la vera forza della gestione decentrata e non rende giustizia all’enorme mole di lavoro svolto dalle Regioni” scrivono i deputati leghisti trentini.

Proviamo a pensare anche solo per un momento se le regioni colpite da questo dramma avessero dovuto aspettare lo Stato” si chiedono i leghisti, “forse dovremmo parlare di qualcosa di molto più devastante“. Non sono infatti mancate notizie di Sindaci ma anche di Presidenti di Regione che hanno dovuto procurarsi se non addirittura fabbricarsi da sé i DPI che lo Stato non ha fornito, per non parlare della mole di piccoli ospedali locali chiusi tramite legge nazionale in un’ottica di risparmio per il bilancio statale, senza lasciare libertà di scelta alle Regioni.

Il Governo finora non ha compreso che ci sono territori colpiti in maniera diversa: proprio per questo servono interventi mirati a seconda delle specifiche necessità delle singole regioni” affermano gli onorevoli della Lega Trentino. “La gestione regionale della sanità ha consentito di attuare interventi necessari, ognuno per il proprio. Ci sorprende, tra l’altro, che a polemizzare contro la sanità regionale sia il PD, partito che dai posti di Governo affermava che il sistema sanitario fosse pronto ad affrontare qualsiasi tipo di emergenza, criticando i governatori leghisti e accusandoli di essere razzisti e allarmisti“.

Consapevoli dei limiti del sistema sanitario nazionale, i governatori della Lega non hanno sottovalutato il problema e hanno capito fin da principio la gravità della situazione agendo prontamente, cosa che il Governo non ha fatto” affermano i deputati. Basti pensare, senza scomodare il Governo, agli hashtag #milanononsiferma nei primissimi giorni dopo il paziente zero di Codogno.

Centralizzare la sanità significa togliere quel principio di sussidiarietà che ha consentito di raggiungere quei risultati di eccellenza di cui siamo oggi orgogliosi per la capacità di intervento nell’emergenza. Ci chiediamo se anche il PD trentino condivida quanto espresso da Orlando, che di fatto si è schierato in pieno contrasto con la nostra tanto amata autonomia” affermano gli onorevoli della Lega Trentino Diego Binelli, Vanessa Cattoi, Martina Loss e Mauro Sutto.

Le richieste del personale sanitario – concludono i leghisti – sono oggi di vitale importanza ed è per questo che le problematiche diverse che si manifestano da regione a regione vanno risolte con risposte specifiche. Le regioni hanno dimostrato di saperlo fare bene e riteniamo che debbano continuare così anche in futuro“.