Urzì: “Inconcepibile ammettere passeggiate di famiglia” segue Interrogazione

Si rimprovera un modo di agire che rende disomogenea la linea di prevenzione e contenimento del Covid.

photocredit: www.alessandrourzì.it

La messa in discussione da parte del Presidente Kompatscher delle misure minime di contenimento del virus adottate a livello nazionale, con tanto di incredibile via libera alle passeggiate di famiglie intere, ora è anche sul tavolo del Governo.

A segnalare con interrogazione parlamentare il comportamento della Provincia, in aperta controtendenza nazionale contestato anche dalle massime autorità virologhe italiane, è il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati Francesco Lollobrigida dopo avere fatto il punto con il consigliere provinciale Alessandro Urzì.

L’interrogazione ricorda che “con ordinanza presidenziale contingibile ed urgente n° 16/2020 del 2.4.2020 “Ulteriori misure urgenti per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid 19” il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, attribuendosi attraverso la qualifica di Commissario speciale per l’emergenza Covid 19 parità se non prevalenti poteri per la gestione dell’emergenza sanitaria rispetto al sistema di protezione civile nazionale, ha disposto l’alleggerimento di misure di contenimento anche di particolare impatto, comprese quelle che prevedono che sia “consentito ai genitori camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto”. La misura estende la possibilità all’intero nucleo familiare, quindi anche ad entrambi i genitori con tutti i figli al seguito.

Sono previsti alleggerimenti anche per la gestione di imprese a conduzione familiare e per la vendita di prodotti non “di prima necessità”.

Le prescrizioni vanno in direzione opposte a quelle del Governo”.

Lollobrigida richiama su una questione fondamentale: “L’autorizzazione a intere famiglie a passeggiare per strada significa di fatto trasmettere psicologicamente un messaggio pericoloso, di apertura delle maglie. E come tale è stato letto da molti con una decisa reazione da parte di una ampia parte di opinione pubblica nazionale che teme la vanificazione del sacrificio di tutti.

Il Presidente Kompatscher annunciando le misure al collegio dei capigruppo del Consiglio provinciale ha precisato di volere confidare esclusivamente nel buon senso.

Queste misure vanno in totale controtendenza con l’indirizzo nazionale e sono state accompagnate dalle dichiarazioni per cui dopo Pasqua in Alto Adige si riapriranno gradualmente anche le attività economiche mentre al contrario le indicazioni anche della Protezione civile nazionale sono improntate ad una assoluta prudenza e non escludono al contrario allargamenti dei periodi di restrizione ai fini di salvaguardare la sicurezza di tutti i cittadini”.

Al Governo Conte il capogruppo di Fratelli d’Italia Lollobrigida segnala che “l’approvazione della ordinanza è stata presentata come l’affermazione della piena autonomia della Provincia di Bolzano e del suo presidente nella sua funzione di Commissario speciale anche nella limitazione delle misure nazionali e non solo nel loro potenziamento.

Sulla stampa locale il Presidente Kompatscher annuncia che l’ordinanza provinciale non sarà modificata e dovrà essere impugnata davanti ad un Tribunale se si vorrà metterla in discussione perché il ruolo della Provincia viene inteso in questo campo e nella funzione commissariale del suo Presidente prevalente a quello statale”.

L’interrogazione affronta anche la mancanza di provvedimenti testi alla distribuzione fra la popolazione di mascherine sanitarie di protezione e il caso (già oggetto di una indagine conoscitiva della Corte dei Conti) degli scaldacollo.

Al Governo viene chiesto:

  • “Se sia ammissibile da parte dell’autorità provinciale, con ordinanza presidenziale, la limitazione delle misure nazionali di contenimento della diffusione di Covid 19 e se non si ritenga di dovere agire di conseguenza richiamando all’obbligo di garantire una uniformità minima di dette misure rispetto a quelle previste sul livello nazionale secondo le disposizioni del Governo e/o del Parlamento;
  • Se non si ritenga di invitare l’amministrazione provinciale alla corretta informazione sull’uso e la qualità dei presidi sanitari (mascherine) a tutela della salute delle persone e per la protezione da contagio non assegnando a semplici scaldacollo un valore diverso da quello placebo meramente psicologico, in termini di sicurezza, per coloro che  lo indossano”.

La Segreteria del consigliere provinciale di Fratelli d’Italia L’Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì