Boris Johnson “ricoverato in terapia intensiva”: il fact-checking

BORIS JOHNSON
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Si sono aggravate le condizioni del premier britannico, Boris Johnson“, da circa due settimane in quarantena a casa dopo essere stato contagiato dal coronavirus. Lo avevo sostenuto in un lancio questa notte, verso l’una, l’agenzia russa Ria Novosti citando due fonti del sistema sanitario nazionale (Nhs). Un lancio che era stato ricondiviso anche da alcuni giornali e siti d’informazione italiani, tra cui il nostro e Rai News. Notizia che poi, solo nella giornata odierna, sembrava essere stata in parte smentita: ricoverato, sì, “ma senza l’ausilio del ventilatore polmonare”. Ora, però, arriva la conferma. Il Primo ministro è in terapia intensiva.

Il Primo ministro britannico Boris Johnson era stato ricoverato in ospedale a seguito del perdurare dei “sintomi persistenti da Coronavirus”. Lo aveva comunicato in una nota ufficiale Downing Street, specificando che “su consiglio del suo medico, il primo ministro è stato ricoverato all’ospedale per delle analisi”.

“E’ una misura precauzionale – avevano fatto sapere – dal momento che il premier continua ad avere persistenti sintomi del Coronavirus, 10 giorni dopo essere risultato positivo”. Ma subito dopo l’agenzia russa Ria Novosti aveva battuto: “E’ stato ricoverato in ospedale ‘a scopo precauzionale’ a causa della persistente tosse e per fare degli esami, ma una volta nel nosocomio i medici hanno valutato la necessità di ricorrere al ventilatore polmonare”, rilanciando all’idea che le condizioni del Premier fossero ben più gravi. Tuttavia Nella giornata odierna, secondo siti d’informazione e agenzie stampa (con una correzione di tiro), il Primo ministro britannico sarebbe stato ricoverato, ma comunque le sue condizioni sarebbero state “buone” e dunque non avrebbe necessitato del ventilatore polmonare, così come invece era stato battuto inizialmente.

Nel corso della giornata era stato molto difficile valutare concretamente le reali condizioni di salute del Primo ministro britannico, poiché le stesse fonti giornalistiche sembravano contrastanti nel trovare una versione unanime dell’intera vicenda. Forse perché ammetterlo avrebbe voluto dire, di fatto, creare panico tra la popolazione?.

Nel frattempo lo stesso Primo ministro (o chi per lui) aveva diramato, attraverso la sua pagina social, un tweet per rassicurare tutti. Ma la preoccupazione ora è tornata a farsi pressante.