Covid-19. Parla il Commissario Arcuri: “Attenti a illusioni, non siamo a pochi passi dall’uscita dell’emergenza”

Da quando è stato scelto dal premier Giuseppe Conte come Commissario per gestire l’emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, ha lavorato alacremente per permettere all’Italia di uscire dalla crisi sanitaria nel minor tempo possibile e con il minor danno possibile.

Oggi, come riportato da ANSA, Domenico Arcuri è tornato a parlare della situazione italiana rispetto a questa tragica epidemia invitando, ancora una volta, la popolazione a non sottovalutare il problema e a non farsi prendere dalla frenesia rispetto ai numeri positivi degli ultimi giorni.

“Il numero di uomini e donne che perderanno la vita per il virus continuerà a crescere. Nei prossimi giorni in vista della Pasqua non dimenticate mai che si è portato via già 16.523 vite umane. Torno a supplicarvi, nelle prossime ore non cancellate mai questo numero dalla memoria. Attenti a illusioni ottiche, pericolosi miraggi, non siamo a pochi passi dall’uscita dell’emergenza, da un’ipotetica ora X che ci riporterà alla situazione di prima, nessun liberi tutti per ritornare alle vecchie abitudini” ha affermato il Commissario.

Proseguendo nel suo intervento, Domenico Arcuri ha ricordato l’importanza di continuare ad utilizzare le mascherine e, commentando l’opera di sciacallaggio che alcuni commercianti hanno operato ha aggiunto: “Una mascherina chirurgica non può essere rivenduta ad un prezzo 10 volte maggiore del costo, questo non è libertà di mercato ma una speculazione due volte insopportabile, perché non si specula sui bisogni degli altri e perché non si specula sulla vita degli altri. Anche pochi casi sono intollerabili vanno denunciati e combattuti. Le forze dell’ordine sono già intervenute e continueranno a farlo”.

Sempre parlando delle mascherine, Arcuri, ha poi evidenziato come, ad oggi, si sia data la priorità ai rifornimenti per gli ospedali e per il personale sanitario: “Per ora ci occupiamo di rifornire il numero massimo di mascherine alle strutture sanitarie che combattono, non ci occupiamo di distribuire mascherine ai cittadini. Se alcune regioni ritengono legittimamente di doverle fornire, se ne occuperanno loro, fino a una nuova organizzazione che non è ancora arrivata. Se vuole la mia opinione, credo che per molto tempo molti di noi se non tutti ci dovremo abituare ad utilizzare questo strumento di protezione”.