Anche l’ex cancelliere tedesco ora ammette: “Alla Germania azzerati debiti in passato, ora passi debito comune”

La discussione interna all’Unione Europea sui Coronabond sta contrapponendo la Germania e l’Olanda al resto dei Paesi europei, ormai abbastanza convinti sul mettere in comune il debito che si genererà con l’inevitabile crisi economica dovuta al Coronavirus.

Un endorsement importante verso gli Eurobond arriva da Gerhard Schröder, cancelliere federale in quota SPD – Partito Socialdemocratico Tedesco – tra il 1998 e il 2005, prima dell’avvento di Angela Merkel. L’ex cancelliere ha infatti fatto riferimento agli aiuti ricevuti dalla Germania dopo la fine del nazismo.

Coronabond sì o coronabond no? “Abbiamo bisogno – spiega in un’intervista al Corriere della Seradi uno strumento comune di debito europeo. La Germania, nonostante fosse stata la causa scatenante della Seconda Guerra Mondiale, è stata aiutata molto. Oggi dobbiamo avvantaggiarci tutti dall’Europa, che deve essere unita sul piano politico, culturale ed economico“.

Tuttavia, come rilanciato da Agi, l’impressione dell’ex cancelliere tedesco tra il 1998 e il 2005 è che “l’atteggiamento della Germania sul debito stia cambiando” perché “la situazione è anche molto diversa da quella della crisi finanziaria del 2008” e “le conseguenze economiche, sociali e umane sono molto più devastanti di allora”. Tanto più, aggiunge l’ex primo ministro, che nel frattempo proprio “molti economisti tedeschi, gli stessi che finora avevano sempre osteggiato gli eurobond, esprimono l’opinione che siano proprio questi la direzione da prendere”.

E a proposito del Fondo per la ricostruzione proposto dal premier italiano Conte, Schröder sostiene che “se c’è un Paese che deve capire che dopo una crisi esistenziale è indispensabile avere un sostegno paneuropeo per la ricostruzione, questo è la Germania” in quanto “noi – aggiunge – siamo stati aiutati molto dopo la Seconda guerra mondiale, nonostante fossimo stati proprio noi a causarla” per aggiungere anche di ritenere che “ci avvantaggiamo tutti dall’Europa unita, sul piano politico, culturale ed economico” dunque per questo “dobbiamo rapidamente tornare a una normalizzazione della vita” dice l’ex cancelliere federale, perché “le frontiere interne non possono rimanere chiuse a lungo. Le persone devono potersi incontrare di nuovo. Le imprese devono tornare a produrre. È una questione che si pone non solo la Germania”. E lancia un appello: “Cruciale è agire insieme e possibilmente cercare soluzioni europee”.

Dunque, “invece di confrontazione, abbiamo bisogno di più cooperazione. Se questa semplice verità venisse compresa a Washington, a Mosca, a Pechino e a Bruxelles, sarebbe un bene per tutti” conclude l’intervista Gerhard Schröder. 

Un parere molto forte e autorevole che non può certo lasciare inerti. Tuttavia, l’Unione Europea sta affrontando ore ancora molto complesse dal punto di vista decisionale: questa mattina la conferenza stampa nella quale si sarebbero dovute annunciare le misure economiche è stata cancellata, segno che vi sia ancora molta strada da fare per arrivare a una soluzione condivisa.