La patente dell’immunizzato viene bocciata dall’Oms

Doccia fredda sulla teoria della patente dell’immunizzato. Il ministero della Salute “sta individuando la procedura per individuare un test sierologico affidabile. Un test certo al 100% non esiste. Scordatevi che ci sia la patente di immunizzato”.

E’ quanto afferma il vicedirettore generale delle Iniziative strategiche dell’Oms, aggiungendo: “Ci potrebbe essere viceversa la patente di non contagiato, e quindi la patente di vulnerabilità. Chi è vulnerabile va protetto e credo che su questo nessuno abbia dubbi. Come proteggerlo? Questo è il tema”.

Il nuovo test permetterebbe di capire per esempio tra i 22 mila italiani considerati oggi guariti quanti sono quelli che hanno sviluppato l’immunità certificata. Inoltre, ripetendo i test a distanza di mesi o anni, sarà possibile capire quanto dura l’immunità. Ma soprattutto, il test servirebbe per effettuare lo screening di milioni di italiani che possono aver contratto il Covid-19, ma non sono mai stati sottoposti al tampone perché asintomatici o con sintomi lievi.

In questi soggetti il test potrebbe permettere di capire quanti sono i soggetti immuni. Anche se questo non esclude che possano essere contagiosi, condizione che può essere accertata soltanto con due tamponi nasali. In tal senso, la procedura ideale sarebbe quella di evitare il secondo tampone finale in quei soggetti in cui si è riscontrata una negatività nel primo, contestualmente a una alta presenza di anticorpi neutralizzanti.