Covid-19. Coltivare l’orto non rientra tra le attività ammesse. Coppola: “non capisco come possa nuocere”

Nelle scorse ore hanno destato molto scalpore le dichiarazioni del Comandante della Polizia locale di Trento, Lino Giacomoni, che ha informato la popolazione come coltivare il proprio orto per hobby sia vietato dato che non rientra tra le “comprovate attività lavorative, motivi di salute o di stretta necessità”.

Tali affermazioni hanno causato l’immediata reazione del Consigliere provinciale di Futura 2018, Lucia Coppola, che è intervenuta con una nota per evidenziare le criticità di tali affermazioni. Coppola ha dapprima ricordato come la popolazione trentina, per storia e tradizioni, abbia un forte legame con la terra, con molte persone che sono abituate a prendersi cura quotidianamente dei propri orti domestici che vengono usati anche come fonte di sostentamento.

“Vietare la coltivazione del proprio orto familiare lo ritengo assolutamente sbagliato e non capisco come possa nuocere agli altri se il coltivatore rispetta le distanze di sicurezza e usa le protezioni idonee. Generalmente tra l’altro negli orti familiari ci si va da soli o al massimo con un altro familiare. L’uso dei prodotti della propria terra permette altresì alle persone di evitare di frequentare più assiduamente supermercati e negozi dove la possibilità di contagio è molto più ampia. Tra l’altro la coltivazione del proprio orto e l’uso dei suoi prodotti permette alle persone in difficoltà economica di risparmiare notevolmente. Potrei capire il temporaneo divieto di coltivazione degli orti comunali dove è più facile l’assembramento, non certo quello della coltivazione del proprio orto nei pressi della casa o nelle strette vicinanze” ha poi proseguito l’esponente di Futura 2018.

Stanti tali affermazioni, Lucia Coppola ha poi interrogato il Presidente Maurizio Fugatti a chiarire quale sia la sua posizione sul divieto di coltivazione per tutta la popolazione trentina, se intenda rivedere tale divieto e se non sia concorde sul fatto che, rispettando le norme di sicurezza, sia meno rischioso sia sanitariamente che economicamente coltivare i propri appezzamenti di terra rispetto ad andare nei supermercati per comprare frutta e verdura.

Una situazione delicata e che vede in molte parti d’Italia i proprietari di orti lamentarsi della cosa.