A New York si scavano fosse comuni. A Washington Trump vara decreti per aiutare l’Italia

La foto delle fosse comuni scavate a cielo aperto per accogliere l'innumerevole quantitativo di morti che oramai invadono le strade dei quartieri più poveri e degradati che stanno facendo il giro del mondo.

Hanno fatto oramai il giro del mondo le immagini dello Stato di New York, in cui si vede la città “che non dorme mai”, oramai ferma e alle prese con la guerra silenziosa al Coronavirus, divenire teatro (in alcune sue aree come il Bronx) di vere e proprie scene da film dell’orrore, con fosse comuni scavate a cielo aperto per accogliere l’innumerevole quantitativo di morti che oramai invadono le strade dei quartieri più poveri e degradati.

Scene che, se non appartenessero a New York, forse cadrebbero in secondo piano, ma che invece nel giro di poche ore, rilanciate da numerose testate nazionali ed internazionali, hanno fatto il giro del mondo sulle piattaforme social, con centinaia di miglia di condivisioni di immagini strazianti, tra escavatori e carri funebri. Nel frattempo, Donald Trump pubblica il memorandum per offrire assistenza all’Italia per il Covid-19.

Nel decreto del presidente americano, come rilanciato da fonti Rai, si fa riferimento all’Italia come uno degli “alleati più stretti e di vecchia data” degli Stati Uniti: un’Italia alla quale il coronavirus ha reclamato più di 18.000 vite umane e ha spinto – si legge nel testo – il sistema sanitario vicino al collasso, minacciando di far scivolare l’economia in una profonda recessione. Paradossale se si pensa che ora, ad essere in crisi è, tra gli altri, pure il sistema sanitario americano; proprio come confermato dalle immagini giunte da New York.

Le foto del drone mostrano corpi sepolti sull’isola Hart di New York dove il dipartimento delle correzioni ha a che fare con più sepolture nel complesso, tra l’epidemia di malattia di coronavirus a New York, il 9. aprile.

Ph. di Lucas Jackson / Reuters