Scontro Italia-UE: rimpallo di colpe sulla riunione Ue per la sicurezza sul covid19 (in cui l’Italia non c’era)

Da una parte vi è l'Italia che afferma di non essere stata invitata a tale meeting, dall'altra l'Europa, che afferma di aver recapitato l'invito nei termini e che accusa l'Italia di aver mancato l'appuntamento.

La penuria di mascherine e dispositivi di protezione personale è un problema che, durante questa difficile emergenza sanitaria, continua ad affliggere l’Italia e la sua popolazione.

Ora, stando a quanto riportato dal giornalista David Carretta, la Commissione Europea aveva indetto, ancora lo scorso 31 gennaio, una riunione per mezzo del Comitato UE per la Sicurezza Sanitaria chiedendo alle nazioni se, per far fronte al coronavirus (che all’epoca era un problema prettamente cinese), avessero bisogno di aiuto a reperire mascherine e dispositivi di protezione personale.

Attraverso un post su Twitter, David Carretta, giornalista e corrispondente delle istituzioni europee, che in merito ha scritto un articolo sul Foglio, ha informato come a tale riunione l’Italia non sarebbe stata presente poiché “secondo fonti italiane”, quest’ultima “non sarebbe stata invitata”. Indiscrezione che la Commissione avrebbe secondariamente smentito affermando che invece l’invito sarebbe stato rivolto a tutti, Italia compresa. Un gioco, l’ennesimo, sembrerebbe dello ‘scarica barile’ che però ha un dato certo: la mancata presenza dell’Italia a questa riunione. Riunione che di certo avrebbe potuto essere decisiva per le sorti del nostro Paese, a cui l’imputabile mancato invito da parte della Commissione Europea, se confermato, potrebbe esser costato caro.

Stando a quanto riportato da Carretta, in quella riunione che aveva il compito di verificare quali nazioni potessero evidenziare delle criticità in caso di un’emergenza sanitaria (che si è poi verificata), quattro nazioni avevano dichiarato la potenziale necessità di ricevere un aiuto qualora si fosse verificata una crisi sanitaria.

Alla luce di come si è sviluppata l’emergenza di coronavirus nel nostro paese, anche l’Italia, se fosse stata presente, avrebbe potuto informare l’UE circa le proprie criticità ed evitare, come poi è accaduto, di trovarsi gravemente in difetto di dispositivi di protezione personale e dover correre ai ripari gestendo una doppia emergenza.

Purtroppo non ci è ancora dato sapere, con certezza assoluta, a chi siano imputabili le colpe di questa grave assenza. Da una parte vi è l’Italia che afferma di non essere stata invitata a tale meeting, dall’altra l’Europa, che afferma di aver recapitato l’invito nei termini e che accusa l’Italia di aver mancato l’appuntamento.

Certo è, che una volta identificato il colpevole, chiunque esso sia, dovrà rispondere del grave deficit di dispositivi di protezione venutosi a creare in Italia, che ha contribuito alla prematura morte di migliaia di persone. Per ora a pagarne il conto sono solo i cittadini.