Paolo Ghezzi lancia sette proposte per il post Covid-19

Pronti per la ripartenza grazie al lavoro dei gruppi tematici di Futura: il Consigliere provinciale Paolo Ghezzi ha lanciato nelle scorse ore 7 proposte per ricostruire il Trentino con la speranza che siano prese in considerazione da Fugatti.

“L’idea di fondo – spiega il Consigliere Ghezzi – è mettere in campo tutti gli strumenti necessari affinché l’emergenza non crei ulteriore diseguaglianza tra cittadini e cittadine e tra settori economici e territori. Innanzitutto è indispensabile dare reddito alle famiglie e ai lavoratori e lavoratrici che prima e dopo il lockdown si trovino in una situazione di indigenza e fragilità economica, che porta con sé fragilità psicologica con risvolti negativi per tutta la società trentina. Gli strumenti che la Provincia già utilizza per rispondere a queste esigenze, in questa fase risultano troppo rigidi”.

La prima proposta riguarda la possibilità di procedere all’iniezione di liquidità per le famiglie in difficoltà. L’idea proposta da Futura è quella di riuscire a dare tra i 5 e i 10 mila euro a famiglia, di cui almeno mille a fondo perduto.

Sul punto Ghezzi ha aggiunto: “L’erogazione dovrebbe essere velocissima e senza particolari meccanismi burocratici (vera semplificazione). Le domande devono poter essere fatte on line, compresa la firma dei documenti necessari. Per esperienza, il tasso di insoluti riguardo ai citati prestiti d’onore è bassissimo (inferiore al 5%) nonostante l’assenza di garanzie”.

La seconda proposta riguarda la riconversione dell’Assegno unico provinciale prevedendo una espansione verticale (aumentando la soglia di reddito) e orizzontale (aumentando il numero di chi ne può beneficiare).

Altro tema riguarda lblocco dei lavori pubblici. Verificare la quota di spesa pubblica attualmente bloccata in Trentino (oltre 115 miliardi di euro in Italia) tra contratti in essere e opere e servizi previsti e metterla in moto, dando la priorità ad interventi funzionali nel breve periodo per la tenuta di settori strategici dell’economia locale. 

Il terzo settore per i servizi alle persone va sostenuto soprattutto con lo strumento della coprogettazione, garantendo nel breve periodo la continuità dei contratti in essere con gli enti locali e le scuole convenzionate, promuovendo strumenti nuovi per gli interventi a domicilio, assicurando l’erogazione di servizi indispensabili nelle fasce sociali più a rischio che sono aumentate durante la crisi.

Comuni e Comunità di valle devono essere coinvolti e responsabilizzati. Devono essere messi nelle condizioni di poter utilizzare a pieno gli strumenti di loro competenza tra cui alcuni fondi dedicati che possono essere inseriti, in parte, in un fondo intercomunale, gestito dalle Comunità di valle, per poter rispondere alle esigenze di cittadini in difficoltà o prevedere alcune azioni di riorganizzazione per poter facilitare la ripartenza anche grazie al supporto della rete del volontariato e delle categorie.

Sostegno particolare e differenziato ai settori più colpiti dal distanziamento sociale: pubblici esercizi, ristorazione, ricettività, spettacoli e lavoro artistico. Non solo attraverso sospensione prolungata della tassazione, contributi a fondo perduto (sull’esempio della Provincia di Bolzano) e prestiti a tassi agevolati ma anche garantendo assistenza e consulenza nella fase di riapertura per la riorganizzazione in sicurezza degli spazi di attività.

Infine, come ultimo punto, Paolo Ghezzi punta sullo “Smart working e telelavoro come diritti di tutte e tutti, in ogni zona del Trentino, incrementando gli investimenti nella fibra e nelle interconnessioni digitali e favorendo la diffusione delle tecnologie per il lavoro lo studio e il confronto sociale a distanza, con l’obiettivo di colmare il digital divide tra chi è superconnesso e chi è ancora sostanzialmente isolato nella propria casa”.