Covid-19. Patuanelli (M5S) chiude al Mes: “No definitivo, l’Italia non dovrà mai attivarlo”

“Il no al Mes è definitivo, l’Italia non dovrà mai attivarlo”.

Con queste parole il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, è intervenuto per cercare di placare le polemiche sorte intorno al possibile utilizzo, da parte del Governo italiano, del Meccanismo Europeo di Stabilità come risposta alla forte crisi economica generata dall’emergenza coronavirus.

Come riportato da ANSA, il Ministro dello Sviluppo Economico è intervenuto all’interno del programma televisivo “Agorà” di Rai 3, prendendo una posizione chiara e risoluta circa il possibile utilizzo del Mes, aggiungendo come “al momento il Mes è quello che conosciamo e impone delle condizionalità pericolose. Aspettiamo cosa uscirà dal Consiglio Europeo. Se lì si decide di rompere il Mes come un salvadanaio, prendere i soldi e usarli, allora vuol dire che abbiamo rotto il Mes”.

Queste parole arrivano a poche ore da quelle del Segretario del PD, Nicola Zingaretti, che solamente ieri aveva, di fatto, lasciato uno spiraglio aperto alla possibilità di utilizzare il Mes, contribuendo ad acuire la spaccatura in seno al Governo PD-M5S che sulla tematica risulta ancora profondamente diviso.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco è arrivato un tweet del gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo che ha specificato come le condizionalità al Mes siano state eliminate solamente per l’accesso al credito e non per la restituzione del prestito. Aggiungendo come per la restituzione del prestito saranno invece applicate “riforme neoliberiste e tagli draconiani”.

Per cercare di smorzare i toni sulla questione è intervenuto direttamente il Premier Giuseppe Conte che, quasi rispondendo alle parole di Patuanelli, ha dichiarato come sia inutile discutere adesso del Mes e come sarebbe bene lasciare il dibattito a quando la trattativa con l’Unione Europea sarà finita e vi saranno dati precisi.

In un altro passo particolarmente rilevante, Giuseppe Conte, ha poi rincarato: “Sul Mes sta lievitando un dibattito che rischia di dividere l’intera Italia secondo opposte tifoserie e rigide contrapposizioni. Il dibattito in Italia è sulle condizionalità (del Mes, ndr). Alcuni sostengono che esiste il rischio che rimangano le tradizionali condizionalità macroeconomiche, altri ritengono che, pur se non previste nella prima fase, alcune condizionalità potrebbero essere inserite in un secondo tempo, altri ancora prevedono che si arriverà a cancellare tutte le condizionalità ad eccezione del vincolo di destinazione per le spese di cura e di prevenzione del contagio. All’ultima riunione dell’Eurogruppo è stato compiuto un deciso passo avanti perché nel paragrafo corrispondente è richiamata espressamente la sola condizione dell’utilizzo del finanziamento per le spese sanitarie e di prevenzione, dirette e indirette. Vorrei chiarire, però, che discutere adesso se vi saranno o meno altre condizioni oltre a quelle delle spese sanitarie e valutare adesso se all’Italia converrà o meno attivare questa nuova linea di credito significa logorarsi in un dibattito meramente astratto e schematico”.

L’idea del Premier quindi risulta ben chiara, sospendere momentaneamente le discussioni per rinviarle a quando si sarà presa una decisione definitiva. Solo allora si potranno intavolare dibattiti, davanti al Parlamento che avrà un ruolo fondamentale, senza che le discussioni si trasformino in sterili ed inutili polemiche.