Coronavirus: lo Spread continua a salire mentre il prezzo del petrolio crolla

Sembra non accennare a fermarsi lo Spread in questi giorni di crisi Coronavirus. Stasera il dato ha segnato un 242 di differenziale. Un dato alto, ma inferiore a quello registrato il 18 marzo 2020 quando segnò 324 punti a causa del pesante clima di incertezza di quei giorni.

Milano ha intanto perso lo 0,37%, Londra è salita dello 0,45% e Francoforte dello 0,37 per cento. A Piazza Affari si mette in evidenza Diasorin, dopo l’annuncio che il test sugli anticorpi sul Covid-19 ha ricevuto il marchio Ce. Wall Street, reduce da un balzo del 3% nella seduta di venerdì, tratta in calo ma anche in questo caso ricuce dopo l’apertura e procede contrastata: alla chiusura degli scambi in Europa il Dow Jones cede lo 0,54% e il Nasdaq sale dello 0,3% sostenuta dal recupero del comparto tecnologico, Netflix e Amazon in testa.

Si tratta del dato più alto da quando il governo giallorosso si è insediato. Dobbiamo infatti ricordare che durante il Governo Conte I lo Spread era superiore mediamente ai 250 punti.

Continua intanto inarrestabile il crollo del petrolio. Il barile Wti (West Texas Intermediate) è precipitato sotto zero dollari, toccando il minimo storico del -101% rispetto alla chiusura di venerdì. Il collasso senza precedenti risente dell’effetto combinato di alcuni gravi problemi tecnici sulla mancanza di spazio materiale dove stoccare e il pesante squilibrio tra domanda e offerta che la pandemia da coronavirus hanno provocato sul mercato.