Covid19. Italiani vogliono che altri paghino i loro debiti? Ecco la risposta di Conte

Il Premier Giuseppe Conte, attraverso un post su Instagram e una lunga intervista rilasciata al quotidiano tedesco “Suddeutsche Zeitung”, è tornato a parlare dei difficili rapporti con le Istituzioni Europee e della situazione italiana rispetto a questa drammatica crisi economico-sanitaria che nelle ultime settimane ha colpito l’Italia.

Attraverso il suo profilo ufficiale Instagram, il Premier, ha dichiarato come l’Europa si possa salvare solamente pensando in grande, mostrando più coraggio e proiettando il proprio sguardo oltre i confini. Evidenziando al contempo come questo sia un momento delicato e cruciale per tutti.

Sempre attraverso Instagram, Giuseppe Conte, ha rilanciato la propria intervista al quotidiano “Suddeutsche Zeitung”. Intervista nella quale il Premier ha fornito un’analisi a 360° gradi sulla situazione italiana e dei rapporti, ultimamente piuttosto tesi con l’UE.

L’intervista, riportata integralmente sul sito del Governo, ha mostrato un Giuseppe Conte molto risoluto che, parlando del fatto che l’Italia sia stata lasciata sola dalle Istituzioni Europee ha dichiarato: “È innegabile che l’Italia si sia trovata sola. Anche Ursula von der Leyen la vede così, a nome dell’UE si è scusata per questo nel suo intervento al Parlamento Europeo. Devo dire che ho molto apprezzato questo gesto“.

In un altro passo particolarmente rilevante, Conte, ha parlato del delicato argomento inerente al debito pubblico italiano: “anche nel dibattito sul contrasto della crisi domina di nuovo questo errore. Si sostiene che gli Italiani vogliano solo che altri Stati paghino i propri debiti. E’ un’insinuazione più che falsa, sorprendente. La storia, anche quella meno recente, dimostra invece il contrario: che l’Italia è sempre in prima fila quando si tratta di offrire la propria solidarietà ad altri Paesi che debbono ripartire dalle macerie lasciate da eventi epocali, come è stato all’indomani dell’ultimo conflitto mondiale. In quella occasione non offrimmo solo una prova di solidarietà fine a sé stessa, ma esprimemmo una visione del futuro, confermata dalla edificazione del progetto europeo. Anche oggi che siamo tutti colpiti da un evento per il quale nessuno possa fare qualcosa, serve prima di tutto solidarietà gli uni con gli altri. Prima di tutto si tratta di regalare ai nostri figli e nipoti un futuro comune”.

Proseguendo nel suo intervento il Premier italiano ha ricordato come, nonostante l’opposizione di alcuni paesi europei agli eurobond, non si stancherà di lottare fino a che questi non verranno accettati, aggiungendo: “Le nostre economie sono interconnesse. Se un Paese va in difficoltà si crea un effetto domino che va evitato a tutti i costi. Qui serve tutta la potenza di fuoco dell’Unione europea attraverso l’emissione di titoli comuni che consentano a tutti i Paesi di finanziare in maniera equa e adeguata i costi di questa crisi. Non si tratta di mutualizzare il debito passato o futuro, ma solo di finanziare tutti insieme questo sforzo straordinario”.

Successivamente, Giuseppe Conte ha parlato anche di come i governi europei dovrebbero affrontare il tema “eurobond” con i propri cittadini: “Non posso certo suggerire io ad Angela Merkel o a Mark Rutte, come parlare ai loro cittadini. Non ho titolo per farlo. Posso solo ripetere che il punto di vista deve cambiare. E deve cambiare adesso. Dobbiamo tutti guardare all’Europa da Europei, il che è accaduto troppo di rado. Spesso ogni comunità nazionale guarda all’Unione europea solo dalla propria prospettiva e pensa di essere in credito con l’Europa, di dare più di quanto riceve. Prendiamo ad esempio la questione delle bilance commerciali: la Germania ha da anni un enorme avanzo commerciale e viene per questo criticata perché esso è più elevato rispetto a quanto prevedano le regole dell’UE. Col suo avanzo l’economia tedesca non fa da locomotiva dell’Europa, bensì da freno. Dobbiamo rafforzare la nostra casa comune e farlo rapidamente per poterci confrontare alla pari con le altre potenze economiche mondiali. Per questo lo strumento giusto è uno strumento finanziario comune, ambizioso ed equo”.

Infine il premier ha parlato anche del fatto che i suoi avversari politici gli critichino il fatto di decidere da solo senza consultare le opposizioni, affermando di essere intervenuto solamente per informare e comunicare le decisioni prese. Aggiungendo di essere in costante collegamento con i Ministri e con il comitato tecnico-scientifico, evidenziando poi: “In Italia la sanità è in mano alle Regioni, abbiamo tessuto un fitto dialogo con tutti. Quando è in ballo la salute del Paese bisogna azzerare le polemiche”.