Con fine lockdown, “fino a 70.000 morti entro il 2021”. A dirlo uno studio dell’UniTrento

Nelle ultime ore sta facendo molto discutere uno studio pubblicato dall’Università di Trento sulla rivista specializzata Nature Medicine che ha come fulcro le conseguenze a cui potrebbe portare la dismissione delle misure restrittive in concomitanza con l’inizio della fase 2.

Secondo quanto affermano i ricercatori dell’Università di Trento, l’allentamento delle misure restrittive e l’inizio della fase due potrebbero portare l’Italia a registrare fino a 70.000 morti entro febbraio 2021, con possibili strascichi anche nell’anno successivo.

Una cifra mostruosa, che potrebbe essere attenuata dall’utilizzo sistematico di tamponi e test sierologici, questo porterebbe l’Italia ad individuare tempestivamente ogni nuovo possibile focolaio e, di conseguenza, salvare moltissime vite. In aggiunta i ricercatori avrebbero individuato un nuovo modello con il quale le autorità potrebbero valutare le conseguenze di ogni singola strategia e scegliere quella migliore per l’Italia.

Questo nuovo modello epidemiologico, chiamato Siddarthe, permetterebbe di dividere la popolazione italiana in 8 categorie: suscettibile, infetto, diagnosticato, malato, riconosciuto, minacciato, guarito, ed estinto. Questa nuova suddivisione permetterebbe di controllare un’eventuale nuova espansione del virus in maniera molto più efficace rispetto a quanto fatto sino ad ora.

La Coordinatrice della ricerca, Giulia Giordano, è stata intervistata daAGIin merito allo studio, dichiarando: “Da un lato abbiamo cercato di riprodurre quello che è già successo. Utilizzando i dati fino ai primi di aprile, ci aspettavamo di arrivare al picco degli infetti effettivi perché noi distinguiamo tra gli infetti che ci sono veramente e quelli che sono stati diagnosticati intorno al 9-10 aprile. Come ci aspettavamo e poi è quello che sta succedendo in questi giorni, il picco degli infetti diagnosticati è arrivato in ritardo, una decina di giorni dopo, tra il 15 e il 20 aprile”.

Giordano ha anche chiarito come il team di ricerca abbia valutato diversi possibili scenari, affermando come un’ulteriore proroga del lockdown garantirebbe la sconfitta del coronavirus entro qualche mese, mentre allentandolo o togliendolo si arriverebbe alla spaventosa cifra di 70.000 morti entro il primo anno.

Concludendo l’intervista Barbara Giordanoha poi rincarato: “Il nostro modello ci dice che le misure adottate erano indispensabili e che allentarle potrebbe portare a una situazione disastrosa. In realtà, non abbiamo solo il lockdown come possibile contromisura. Un’altra potrebbe essere quella di effettuare test sierologici e tamponi a tappeto sull’intera popolazione e un tracciamento accurato dei contatti, in modo da poter isolare qualunque focolaio emergente dal principio. Isolare infetti, fornire cure e arrestare la diffusione. Questa è l’unica possibilità se si vuole allentare il lockdown ed evitare la ripartenza dei focolai. Ma nel caso in cui non si faccia una campagna massiccia di test e le contromisure vengano allentate nel giro di un anno saremmo ancora nel pieno dell’epidemia”.