“No al distanziamento sociale”. RyanAir minaccia la chiusura

Uno dei comparti più duramente colpiti dalla crisi causata dal Coronavirus è quello turistico. RyanAir, la nota compagnia aerea low cost irlandese, non ha infatti mancato di rimarcare gli aspetti critici di un prolungamento delle chiusure e del distanziamento sociale.

Il blocco internazionale dei voli, salvo rarissime eccezioni, ha visto un crollo fino al 95% del numero dei passeggeri, con una crisi imponente di tutto il settore del trasporto pubblico aereo, con chiusure o contrazione di prestiti erogati dai singoli governi nazionali per sostenere le compagnie aeree.

Ora che si sta ragionando in più paesi su una fase 2, alcune compagnie vedono una luce in fondo a un tunnel durato svariate settimane: ma non è ancora il caso di festeggiare, visto che una piena ripresa potrebbe impiegare settimane se non mesi e sarà ancora in vigore la normativa sul distanziamento sociale.

Micheal O’Leary, CEO di RyanAir, ha però categoricamente rifiutato qualsiasi tipo di distanziamento a bordo dei suoi aerei, ritenendo assolutamente inutile tale proposta. Tra le possibilità paventate dai vari governi, c’era anche quella di tenere il sedile centrale libero e invenduto, così da garantire il metro di distanza tra i passeggeri. Questa proposta, però, comporterebbe un crollo del 33% delle possibilità di vendita, rallentando ulteriormente una già complessa ripresa del settore.

Intervistato dal Financial Times, O’Leary ha dichiarato che una riduzione del carico massimo al 66% comporterebbe la vanificazione degli sforzi messi in campo dalla compagnia aerea per resistere di fronte all’emergenza Coronavirus. Definendo poi come “stupide” le norme di distanziamento sociale, ha affermato anche che non solo non ci sarebbe alcun vantaggio sanitario – trattandosi difatti di poco più di un metro di distanza – ma sarebbe anche anti-economico far volare gli aerei. Un aspetto che O’Leary non considera ma che invece dovrebbe preoccupare, contando che RyanAir è tra le dieci aziende che emettono più CO2 in tutta Europa, è che i voli a carico ridotto comporterebbero anche, qualora non vi sia un calo drastico della domanda, un aumento complessivo del traffico aereo con ripercussioni gravi sull’equilibrio ambientale.

RyanAir è dunque pronta a una decisione estrema qualora i governi europei decidano di imporre il distanziamento sociale all’interno degli aerei: nell’intervista al Times, O’Leary ha infatti dichiarato che la compagnia è disposta a lasciare a terra tutta la flotta.

Le soluzioni, secondo il CEO di RyanAir, sono due: o i governi pagano i posti che le compagnie dovranno lasciare vuoti, oppure i voli non partiranno proprio. Certamente, il fermo di RyanAir comporterebbe gravi ripercussioni in fatto di aumento significativo dei prezzi di trasporto, qualora restassero attive le sole compagnie di bandiera: quest’ultime, però, avrebbero un’occasione d’oro di recuperare l’enorme fetta di mercato sottratta dalla compagnia irlandese in tanti anni di servizio low cost.