Iori, Comun General de Fascia: “La tassa di soggiorno”

"Ora si potrebbe giungere ad una destinazione dell’imposta di soggiorno al Comun general de Fascia piuttosto che alle Agenzie Territoriali d’Area."

In riferimento al comunicato stampa della Neva Ual, QUI apparso sui quotidiani locali e sui social network in giornata odierna, sono a porre, senza alcun intento di creare polemica ma a mero titolo informativo, alcune considerazioni.
Innanzitutto, non si può che condividere la proposta di una gestione interna alla valle dell’imposta di soggiorno, con ente capofila il Comun general de Fascia.

Mi preme sottolineare che fin dalla sua istituzione, in qualità di Conseier de Procura al Turismo ed in collaborazione con la Conseiera Lara Battisti (delega alle gestioni associate, ivi compresa quella dei tributi), mi sono attivato per verificare la possibilità di gestire l’imposta di soggiorno attraverso l’Ufficio Tributi del Comun general; si sono volute verificare la fattibilità tecnica e l’onerosità di questo trasferimento di competenze. La responsabile dell’Ufficio competente ci ha fatto pervenire nell’autunno del 2019 una relazione comprendente informazioni importanti ad una valutazione di questo tipo.

Se, per quanto riguarda la fattibilità e l’economicità, sono emersi aspetti positivi, dall’altro lato si necessita di una condivisione di intenti da parte delle istituzioni coinvolte, ovvero l’Apt, la Pat, il Comun general e i Comuni della Valle.

In una prima fase, un’operazione di questo tipo poteva essere vista in maniera avversa sia dalla precedente Giunta provinciale, che anche dall’Apt in quanto poteva essere valutata come una volontà di togliere autonomia finanziaria all’Apt stessa, questo di sicuro non sarebbe stato il nostro intento. In una seconda fase, e più precisamente durante il tour sul territorio dell’Assessore Failoni per presentare la prossima riforma del turismo, invece, è stata la stessa Apt ad avanzare all’assessore provinciale e al consigliere provinciale ladino questa istanza; in questa fase ho personalmente anticipato, durante un Cda dell’Apt stessa, che la relazione fornitaci dall’Ufficio Tributi evidenziava principalmente aspetti positivi.

Nel precisare che anche una gestione “provinciale” dei flussi derivanti dall’imposta di soggiorno, non metterebbero in pericolo le risorse raccolte in valle, in quanto “vincolate” e destinate alla Val di Fassa, diversamente da quanto affermato da Detomas, ex Consigliere provinciale ed esponente Ual, nei giorni scorsi sui quotidiani locali, si può certamente valutare in questa fase tale proposta.

Il Comun general può vantare proprie peculiarità e una forma amministrativa diversa rispetto alle altre Comunità di Valle della nostra Provincia, una motivazione in più per poter valutare con serietà questa iniziativa.

Il testo della riforma del turismo sta ora approdando nella Seconda Commissione permanente per valutazioni, osservazioni ed eventuali proposte di emendamento; se, in questa fase, si può trovare l’accordo politico a livello provinciale, tenendo conto anche del costante confronto tra il Consigliere Guglielmi e l’Assessore Failoni, si potrebbe giungere ad una destinazione dell’imposta di soggiorno al Comun general de Fascia piuttosto che alle Agenzie Territoriali d’Area.

Con spirito costruttivo,

Iori Matteo
Conseier de Procura al Turismo
Comun general de Fascua

RISPOSTA:

Buonasera,

l’equilibrio di quello che si chiede e di quello che si offre, lo spirito di sacrificio di chi ha dedicato la vita alla propria terra, a tal punto da renderla bella anche per chi non è nato lì, la volontà di offrire bellezza agli occhi e alle menti sofferenti del nuovo millennio: quando si parla di turismo, oggi, non si parla del viaggio che negli anni ’80 rappresentava “solo” il portafoglio. Non a caso la tassa sul turismo nasce a ridosso degli anni ’90, quando si inizia a capire che il turismo non è un bene di consumo ma una parte terapeutica della nostra esistenza, che va oltre la merceologia. Oggi turismo è un’idea e una necessità.

Quindi è legittimo che si protegga chi ne ha più bisogno, che si affidi la gestione a chi è più tipicizzato e abituato a farlo, ma anche a chi se ne interessa di più.

Che non diventi un balzello spalmato anche su chi non si impegna. Per questo è giusto che chi se lo merita possa essere ricompensato.

Cordialità

Martina Cecco direttrice di Secolo Trentino