La soluzione nordcoreana contro il Coronavirus: ammazzare il dittatore se malato

È morto, non è morto ma non si sa. Del resto la Corea del Nord è rinomata per essere un paese dove vige un pesante embargo anche informativo e la probabile morte del dittatore è una concreta possibilità. Forse morto di Coronavirus, forse morto per un attacco di cuore, soluzione più probabile. Restano però le perplessità sui numeri del Coronavirus in Corea del Nord e sulla possibilità, mai del tutto smentita, che i malati venissero giustiziati.

È se fosse successo anche a Kim Jong-un di subire il tragico destino di tanti suoi connazionali forse epurati per presentare al Mondo intero un paese Covid-19 free? Ne dubitiamo perché non sembra possibile né che sia stato usato tale trattamento farmacologico né che qualcuno applichi così tanto alla lettera eventuali disposizioni in tal senso tanto da uccidere il leader.

I dubbi adesso riguardano la “successione”: il dittatore infatti è morto (o forse no) lasciando eredi troppo piccoli per poter aspirare legittimamente al ruolo di Capo Supremo della Repubblica nordcoreana. Il matrimonio con la cantante Ri Sol-ju è infatti avvenuto solo nel 2009 e nel 2010 sarebbe nato il primo figlio, età insufficiente a guidare il Paese.

Diversi analisti non escludono che la successione possa ricadere sulla sorella minore Kim Yo-jong, che ultimamente aveva acquistato sempre più influenza all’interno dei quadri dirigenziali del regime. Questo creerebbe un unicum nella storia del Paese e al momento sembrerebbe un’ipotesi da scartare, ma nel caos della pandemia e della crisi che la morte di Kim Jong-un inevitabilmente provocherà, ogni opzione è sul tavolo.