Programma Covid 19: le misure per sostenere l’economia trentina

“Crediamo di aver messo in campo delle risposte concrete, ma certamente sarà importante il passaggio in commissione e poi in aula" ha detto l’assessore Failoni.

Il Trentino riparte, entrando nella cosiddetta “Fase 2” con Programma Covid 19, il disegno di legge approvato ieri dalla Giunta provinciale per il sostegno delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese di ogni settore economico, colpite dagli effetti della pandemia di Coronavirus. Uno strumento complesso, che impegna risorse per complessivi 150 milioni di euro, a cui si aggiunge il rifinanziamento del Protocollo siglato con il sistema bancario per garantire l’accesso al credito, con 250 milioni di euro che si sommano ai 250 già stanziati, e l’intervento di sospensione del pagamento dell’Imis, e delle altre tasse locali, per complessivo 175 milioni di euro. In tutto la Provincia mobilita quindi un totale di 825 milioni circa per superare questo momento particolarmente difficile. Ulteriori approfondimenti sul disegno di legge “Programma Covid 19” sono stati forniti oggi pomeriggio dagli assessori Roberto Failoni, Mario Tonina, Giulia Zanotelli e Mirko Bisesti che hanno specificato il merito di alcuni articoli attinenti i settori di loro competenza.

“Questo disegno di legge è un punto di partenza – ha detto il vicepresidente della Giunta, Mario Tonina in apertura – e il tempo della discussione sarà un tempo fondamentale per i contributi che arriveranno dagli ordini professionali, dalle associazioni di categoria, dalle parti sociali, dalla cooperazione. In commissione prima ed in aula poi sarà massimo l’impegno di ascolto e di implementazione di queste misure. Le norme in materia di urbanistica – ha spiegato poi l’assessore – cercano di assecondare la necessità di flessibilità e velocità degli strumenti collegati alle attività produttive e di edilizia. Sempre con la consapevolezza che condizioni di maggior competitività ed attrattività del nostro territorio sono legate alla qualità del costruire e della programmazione del territorio e che l’ambiente sarà il vero valore aggiunto del nuovo modello di sviluppo sono state introdotte deroghe e misure straordinarie con un orizzonte temporale limitato. Dobbiamo aiutare il territorio a ripartire, – ha concluso – accompagnando riqualificazioni e manutenzioni con strumenti semplici e veloci”. 

Per quanto riguarda il sostegno all’agricoltura, l’assessore Zanotelli ha evidenziato come nella manovra siano contenute una serie di misure per sostenere la competitività del sistema trentino, con contributi straordinari per progetti di riorganizzazione aziendale, di riconversione produttiva, per la messa in sicurezza, a sostegno della digitalizzazione e per lo sviluppo di piattaforme. Previsti aiuti a fondo perduto anche per le aziende settore agricolo che occupano fino a 9 addetti e che hanno subito gravi danni in termini di fatturato a causa dell’emergenza epidemiologica. “Si prevede, inoltre, – ha detto l’assessore – che la Provincia, anche attraverso le sue società controllate, promuova la costituzione di un fondo, attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati, quale strumento per concorrere allo sviluppo dell’agricoltura trentina, in particolare sul fronte dell’innovazione di processo e di prodotto. Abbiamo lavorato fin dall’inizio dell’emergenza – ha aggiunto l’assessore – con un gruppo tecnico, mettendo in campo un lavoro di sistema per trovare le soluzioni più adatte”.

“Crediamo di aver messo in campo delle risposte concrete, ma certamente sarà importante il passaggio in commissione e poi in aula – ha detto l’assessore Failoni. Dobbiamo fare presto perché la situazione lo richiede. Fin dall’inizio abbiamo lavorato con una specifica task force che ha saputo coinvolgere tutti i territori. Le parole d’ordine – ha aggiunto Failoni – per quanto riguarda i miei settori, sono sostegno, competitività e semplificazione e credo che, grazie anche alla sinergia con gli assessori Tonina, Zanotelli e Spinelli, siamo riusciti a trovare una buona sintesi”. 

L’assessore Bisesti, infine, ha evidenziato come le misure specifiche previste per le imprese dal ddl saranno estese anche agli operatori del settore culturale. “Sulla scuola e sul settore culturale stiamo ragionando – ha detto l’assessore – per misure specifiche che tengano conto dei vari scenari epidemiologici. Da questi dipenderà anche la tempistica della riapertura delle scuole. Ci sarà comunque – ha detto ancora – grande attenzione ai bisogni educativi speciali”.