MoVimento 5 Stelle: “Questa pandemia non ci ha insegnato niente!”

Il Governo ha lasciato correre, nel nome del pragmatismo.

La minaccia rabbiosa ed inaspettata della SVP arriva a tarda sera: o verranno accolte le richieste locali, oppure finisce qualsiasi collaborazione futura con Roma. Una minaccia inaccettabile nei toni e nei modi, indice di una crisi profonda che attraversa quel partito. Una crisi di consenso, ma anche di valori.

Il consenso per l’SVP è ai minimi storici e ora si cerca di “riparare” agli scandali, come quello dell’inutile scaldacollo in odore di nepotismo o quello ancor più grave delle mascherine ottenute tramite incarichi diretti ad imprenditori amici, o quello delle perizie cancellate.

Il termometro del consenso per la SVP segnava caduta libera, per cui fare la voce grossa, superare nei toni i partiti tedeschi avversari sembra la soluzione più spiccia.

Ma è anche una crisi di valori: Il benessere fin qui ottenuto è stato faticosamente conquistato attraverso il dialogo e la mediazione con il Governo ed è chiaro a ogni altoatesino e sudtirolese di buona volontà che è questa che deve essere la strada, quella della mediazione, non quella dello scontro.

Minacciar di buttare tutto all’aria in uno scontro frontale, nel mezzo di un’emergenza sanitaria non ancora alle spalle non è una scelta saggia.

Tanto più che il governatore aveva inoltrato a Roma la richiesta per annullare l’Accordo di Milano e abbonare un paio di miliardi di euro che spetterebbero allo Stato, allo scopo di ottenere una transazione più favorevole.

Ci sono poi ancora due aspetti. Il primo è che queste scelte, formalmente della SVP, ma sostanzialmente della giunta provinciale, visto che arrivano dal governatore e da un assessore, relegano ancora una volta l’alleato leghista, che dovrebbe rappresentare la minoranza italiana, a semplice spettatore ininfluente. La seconda è la bizzarra minaccia di Achammer che toglierà la fiducia al governo nazionale, quando non ci risulta la SVP essere all’interno del Governo nazionale.

Infine, c’è l’aspetto sostanziale. Diciamolo chiaramente: qui la fase 2 è già iniziata da diversi giorni e siamo già molto avanti rispetto a quello che saranno le aperture nel resto d’Italia dal 4 maggio. Il Governo ha lasciato correre, nel nome del pragmatismo – la situazione epidemiologica varia da regione a regione e alcune regioni sono messe molto peggio – ma va preservato il senso delle istituzioni e riconosciuta la nostra Repubblica.

Non ultimo sembra il fatto che si voglia fare una legge, ignorando i tempi necessari per approvare le leggi in Alto Adige che sono molto più lunghi di una settimana. Vogliono bypassare le commissioni? Vogliono portare la legge direttamente in aula il 5 maggio forzando il Presidente ad inserirlo nell’ordine dei lavori? Sembra che nei dintorni della SVP non si conoscano bene le regole democratiche.

Un’ulteriore apertura sarebbe stata tollerata, seppur dobbiamo essere anche consapevoli che sostanzialmente questa causerà la perdita di alcune (poche) vite rispetto ad una chiusura più rigida. Ed allora apriamo pure tutto, anche le scuole! Diciamocelo: Tanto perderemo solo alcuni pensionati, ma non possiamo compromettere il nostro benessere! La considerazione più amara alla fine è una sola: questa pandemia poteva anche essere portarci qualche insegnamento positivo, invece qui non ci ha insegnato niente.