In Trentino si pensa a riaprire per salvare l’economia. L’ironia di Ghezzi

Si moltiplicano, nelle ultime ore, le voci riguardo una riapertura differenziata tra Regioni per la fase 2 dell’emergenza Coronavirus. A criticare tale possibilità, il Consigliere provinciale della lista locale Futura Paolo Ghezzi, molto critico anche sulla stessa possibilità di una riapertura.

La volontà di riaprire nasce soprattutto dall’attuale mancanza di garanzie per quanto riguarda i redditi di imprese e lavoratori: le risorse per sostenere le famiglie e le aziende sembrano essere agli sgoccioli e quindi una riapertura – per con tutte le precauzioni sanitarie – sembra essere una necessità più che una ipotesi.

La stessa Giunta provinciale, approvando un disegno di legge per aprire prima delle date imposte da Roma, ha affermato che si prenderà le sue responsabilità, nel bene e nel male. I numeri dei contagi, più bassi rispetto alle vicine Lombardia e Veneto, sembrano dare attualmente ragione a una volontà di riaperture più veloci, pur non potendo mai escludere un contagio zero.

Cala la paura, cresce la voglia matta di riapertura, una voglia contagiosa che farà ricrescere il contagio” afferma invece Ghezzi con un post tranchant sul suo profilo Facebook. Una battuta tesa a stigmatizzare questa “fuga in avanti” proposta dal Trentino, definita come “voglia matta”. Solo le prossime ore dimostreranno se l’intuizione della Giunta di aprire prima si rivelerà corretta oppure no.