Programma Alberghi: unica via d’uscita possibile per il Trentino

Bufera, sotto tiro il termine improprio "deportazione", ma il buonsenso prevale

Sta facendo il giro della rete la dichiarazione del Presidente Fugatti con la quale ha affermato di “deportare” le persone affette da Covid-19. Secondo lo story-telling, ripreso da alcuni soggetti sulla rete, tra cui anche alcuni politici locali, Fugatti vuole imporre un allontanamento coatto delle persone positive dalle famiglie.

Una teoria che dimostra come questa quarantena stia esasperando le debolezze dell’uomo, anche perché secondo i sostenitori della teoria i bambini verrebbero allontanati – senza un vero e proprio motivo reale – dalle famiglie. La richiesta è stata fatta al Ministro Speranza e i complottisti hanno chiesto di bloccare lo strano progetto del Presidente Fugatti.

Una storia interessante, ma che non tiene conto di tanti fattori. Il primo riguarda la situazione relativa al Covid-19 in Trentino. La provincia autonoma di Trento, purtroppo, da settimane sta segnando numeri da record per quanto riguarda il contagio, un contagio che non sta avvenendo tramite contatti esterni, ma nelle famiglie. Come ricordato anche da youtrend qualche giorno fa, Trento è la terza realtà locale come numero di contagi.

Una situazione seria e grave, che viene in tutti i modi fronteggiata grazie ad uno straordinario impegno da parte degli operatori sanitari, e non solo, che stanno fronteggiando un’emergenza che mai il Trentino ha vissuto. In questa vicenda è utile ricordare un importante passaggio: il distanziamento sociale. Il distanziamento sociale in Italia teoricamente prevede un crollo dei casi nel giro di massimo 14 giorni e così è avvenuto in numerose località italiane ma non in Piemonte, dove la stampa ha fatto emergere il problema delle mascherine, in Liguria e infine in Trentino.

Il problema del Trentino è infatti rappresentato dai contatti familiari. Tanto per essere pratici: un membro della famiglia che contrae il Covid-19 lo può trasmettere, anche prima di mostrare i sintomi, ai suoi familiari. L’esigenza è quindi quella di garantire in tutti i modi il distanziamento sociale, soprattutto in casa.

Da qui l’idea di prevedere un “Programma alberghi”, ovvero un metodo per mettere in sicurezza le famiglie per evitare loro il dolore di morti premature che questa strage epidemiologica ha oggettivamente prodotto a causa della diffusione del virus soprattutto nelle RSA e nelle famiglie.

Un’idea di programma al momento su base volontaria, ma che vorrebbe diventare obbligatorio. Nei fatti questa soluzione, al momento l’unica per bloccare un contagio che è presente in Trentino, è stata oggetto di critiche da parte di tutti coloro che non vogliono accettare il fatto che il Trentino è stato colpito pesantemente dal Covid-19, che il contagio non sta diminuendo come si sperava e che è per merito di un’amministrazione che nei fatti ha affrontato con energia la situazione se si è potuto evitare di assistere alle scene viste in Lombardia.