Alessandro Urzì e il “Los von Rom” a Boccia, lettera aperta al Ministro

La secessione scritta con il fuoco sulle montagne. Il commento contrariato del politico altoatesino di Alto Adige nel Cuore.

photocredit: www.alessandrourzì.it

Lettera aperta al Ministro Boccia

Egregio signor ministro,

la Sua visita in Alto Adige è stata anticipata e sgarbatamente salutata la notte scorsa da decine di fuochi sulle montagne della nostra terra con le scritte “Los von Rom” (via da Roma) e altri messaggi secessionisti e dichiaratamente antitaliani.

Questa plateale manifestazione rappresenta l’interpretazione autentica, quella percepita, delle iniziative legislative che in queste ore la maggioranza del Consiglio provinciale potrebbe assumere sulla cosiddetta legge per le riaperture immediate delle attività economiche.

E’ stato annunciato il voto ed il pieno sostegno ovviamente anche da parte delle forze dichiaratamente indipendentiste, che per prime avevano lanciato la campagna per la integrale “riapertura” subito di tutte le attività della nostra provincia attribuendole un significato di emancipazione dall’Italia.

Ovviamente questo movimento ha potuto contare su una indiscussa e ampiamente giustificata voglia di ritorno alla normalità da parte della collettività e soprattutto degli operatori economici come ovunque anche qui gravemente colpiti dalla quarantena.

Egregio signor Ministro, anche noi siamo fra coloro che credono che il Paese debba ritornare a respirare e con esso le sue attività economiche. Ma credo che tutti lo vogliano.

Ovviamente nella massima garanzia di sicurezza e salute pubblica, e con una attenzione differenziata fra territorio e territorio.

Ma la partita che si gioca in Alto Adige non riguarda solo questo.

L’iniziativa provocatoria di questa notte dà il segno della caratterizzazione che ha avuto il dibattito soprattutto in gran parte (fortunatamente non tutta) del mondo di lingua tedesca: “liberarsi” da Roma, imporre un proprio modello, non dovere rispettare le regole della Costituzione.

Non fatico a mostrarle una grave preoccupazione non per il dibattito ed il confronto che credo appartenga alla natura della politica ma sulle conseguenze da un punto di vista istituzionale della frattura con la dichiarazione, con legge provinciale, della disapplicazione dei principi costituzionali su cui si regola il complesso rapporto fra autonomia e quadro nazionale. Abbiamo consigliato a lungo la giunta provinciale ed il suo presidente a eventualmente scegliere la via meno “invadente” della ordinanza temporanea, che però per la diretta esposizione in termini di responsabilità personale di chi è chiamato a sottoscriverla è stata infine sostituita dal disegno di legge.

Insomma una buona causa su cui sostenere un ragionevole confronto con il Governo si è trasformata in una arma politica che dà fiato a chi intende utilizzare queste  misure in una chiave di rivendicazione di “indipendenza” e autoreferenzialità.

Abbiamo chiesto in ogni caso uno studio epidemiologico a supporto della volontà territoriali sulle riaperture.

Dandole il benvenuto in Alto Adige affido a Lei, in qualità di ministro della Repubblica, la mia fiducia in una soluzione ragionevole al confronto in atto che tenga in debita considerazione l’evidente necessità di evitare in modo categorico che un fondato ragionamento sulle modalità di riapertura differenziata possano essere sfruttate come veicolo per un messaggio irricevibile da parte del nostro Paese, di “indipendentismo secessionista” e rifiuto del rispetto dell’ordine costituzionale.

Le auguro buon lavoro

Alessandro Urzì

Consigliere regionale e provinciale de “L’Alto Adige nel cuore” – “Fratelli d’Italia”

AGGIORNAMENTO AL 31.05.2020

Kompatscher pone le sue condizione allo Stato “pretendendo” di non onorare gli accordi finanziari ottenendo un unilaterale sconto sul proprio debito, minaccia subito dopo in una conferenza istituzionale il rischio di un rigurgito secessionista se non ci saranno precisi impegni in questo senso e solo poche ore dopo proprio i secessionisti mettono a segno diverse azioni dimostrative in tutto l’Alto Adige.

Come poteva sapere Kompatscher quello che poche ore dopo sarebbe accaduto?

Quali informazioni ha il Presidente Kompatscher su ciò che si muove nella galassia antitaliana organizzata addirittura riuscendo a prevedere con tale precisione una così pesante serie di provocazioni? Ci stiamo riferendo all’imbrattamento del cippo di frontiera del Brennero la notte seguente il raduno di forze politiche secessioniste, il furto della bandiera nazionale con il danneggiamento del pennone sempre al Brennero, fuochi di richiesta di abbandono dell’Italia sopra Scaleres nei dintorni di Bressanone, striscioni con gli slogan che incitano alla mobilitazione (Iatz) a Merano.

Una serie di episodi gravissima. Di altri, segnalatici, attendiamo la conferma.

Ma come poteva sapere o immaginare Kompatscher. Di quali informazioni che noi non abbiamo dispone?

Chiederemo risposte precise con una interrogazione urgente.

Il fatto è grave e altrove sarebbe considerato al limite dell’accettabile sul piano del rispetto della propria funzione istituzionale.

E poi: non si ritiene grave che sia evocato lo spettro della sovversione all’ordinamento costituzionale dello Stato in una conferenza istituzionale in cui lo stesso Stato è messo sotto minaccia da parte di un Presidente della Provincia che ammonisce: se non accadrà quello che chiediamo (ossia che lo Stato rinunci ad una quota delle risorse che la Provincia ha concordato debba per la partecipazione alle spese della Nazione) si attiveranno i secessionisti? E poi ve la vedrete voi con loro…

Lo spettro catalano si sta materializzando con una leggerezza assoluta ed una sottovalutazione preoccupante.

Questo è il risultato di una benevolenza che negli ultimi anni ha riguardato anche in Consiglio provinciale le posizioni radicali, secessioniste ed antitaliane sostenute da diverse forze politiche le cui posizioni spesso sono state accarezzate anche dalle forze di governo locali. Ovvio che oggi queste si sentano autorizzate ad andare oltre.

Ma quello che chiediamo è quale contiguità esista a livello istituzionale se certe azioni possono essere anche annunciate o anticipate dal Presidente di una Provincia che invece di condannarle le evoca. Ha detto Urzì.

Fatti: danneggiamento del cippo al Brennero e cartelloni in Alto Adige esposti nella notte tra il 30 ed il 31 maggio 2020.