Anniversario del 2° Reggimento del Genio Guastatori

Una storia italiana

I reggimenti del Genio vivono una storia decisamente complicata. Il primo Reggimento si costituisce il 30 settembre 1848. In precedenza, reparti a livello compagnia e battaglione avevano avuto tormentate vicende di costituzione e scioglimento o di passaggio in blocco, come per gli “zappatori” nell’Arma di Artiglieria. Il 2° Reggimento vede la luce il 2 maggio 1860 con l’immissione nei ranghi del Corpo dei reparti dell’Emilia e della Toscana. Nel 1873 la specialità Pontieri lascia l’Artiglieria per entrare una volta e per tutte nell’Arma del Genio. Nel 1883 i reggimenti diventano quattro per passare a cinque nel 1893.

Una miriade di nuove unità con nuove specializzazioni saranno create durante la Prima Guerra Mondiale dove il Genio diviene protagonista della guerra di mine, nella posa di ostacoli attivi e passivi.

La seconda guerra mondiale vede un ulteriore ampliamento dell’Arma che allinea unità leggendarie come i battaglioni guastatori che in Africa Settentrionale si copriranno di gloria. Attualmente i reggimenti sono 12 e le loro Bandiere sono decorate di 3 Medaglie d’Argento, 11 Medaglie di Bronzo, 2 Croci di Guerra al Valor Militare, 2 Medaglie d’Argento e 7 di Bronzo al Valore dell’Esercito ed 1 Medaglia d’ Argento e 3 di Bronzo al Valor Civile.​​​​​​ In copertina la cartolina commemorativa.

NASCITA DELL’ESERCITO ITALIANO – Il 4 maggio 1861 un provvedimento del Ministro della Guerra Manfredo Fanti decretava la fine dell’Armata Sarda e la nascita dell’Esercito Italiano.

“Vista la legge in data 17 marzo 1861, colla quale S.M. ha assunto il titolo di Re d’Italia, il sottoscritto rende noto a tutte le Autorità, Corpi ed Uffici militari che d’ora in poi il Regio Esercito dovrà prendere il nome di Esercito Italiano, rimanendo abolita l’antica denominazione di Armata Sarda.” Firmato Manfredo Fanti, Ministro della Guerra.

Ma la storia del nostro Esercito ha radici molto più lontane e profonde che affondano e fanno proprie quelle dei precedenti stati preunitari che hanno contribuito a costituirlo. Ricordiamo ad esempio la data del 18 aprile 1659, quando il duca Carlo Emanuele II di Savoia, volendo disporre di militari addestrati e pronti all’impiego per il proprio reale esercito sardo-piemontese​, indisse un bando per il reclutamento di 1.200 uomini da inquadrare in un reggimento detto “delle Guardie”. Questo evento segnò il passaggio dalle milizie di ventura alle unità permanenti, organismi propri dello Stato. Il Reggimento “delle Guardie” fu, dunque, il primo reparto permanente d’Europa, precursore dell’attuale Esercito di professionisti.​​

LETTERA PER L’ANNIVERSARIO dell’ ESERCITO ITALIANO ANNO 2020