Ecco come si preparano alcune RSA del Trentino alla Fase 2

Ormai è tempo di pensare alla fase 2 anche per le RSA del Trentino e alle crescenti preoccupazioni circa un possibile contagio all’interno di strutture che contengono al loro interno numerosi ospiti. Il bilancio all’interno delle strutture è ormai noto e quelle chiamate Covid-free non nascondono la loro preoccupazione circa le azioni da intraprendere.

L’aspetto umano in questa vicenda è altresì importante e la necessità di riaprire ai famigliari diventa doverosa dopo due mesi di isolamento forzato.

A riguardo si parla di riapertura parziale e indicativamente la fase 2 potrebbe essere la settimana prossima, ma questa è una data fittizia. Sicuramente non questa settimana di avvio della fase 2.

I nodi che dovranno essere risolti sono tanti. Si dovrà procedere alla definizione e proposta delle modalità per poter realizzare l’accesso parziale e controllato e individuazione dell’èquipe della RSA delle modalità di incontro tra Residente e Famigliare: triage all’ingresso dei famigliari, limiti dei colloqui, individuazione e fornitura dei sistemi e dispositivi di protezione adeguati, ecc..

Altro argomento in discussione riguarda la definizione del numero giornaliero di accessi massimo al fine di consentire una sanificazione e un controllo adeguato e l’individuazione e predisposizione del luogo di incontro: ambiente e setting affinché diventi momento gradevole e facilitante la relazione, seppur sempre in sicurezza.