Caos al Consiglio provinciale per un post FB di Zeni (PD). Ecco la replica di Paoli (Lega)

All’interno del Consiglio provinciale della Provincia Autonoma di Trento sono scoppiate le polemiche a seguito del comportamento del Consigliere del PD, Luca Zeni, che ha pesantemente accusato il Presidente Fugatti e l’intero Consiglio presieduto da Walter Kaswalder di aver violato le norme in materia di prevenzione dal virus covid-19 promosse dallo stesso Maurizio Fugatti con l’ordinanza dello scorso 2 maggio.

A gettare il Consiglio provinciale nel caos è stato un post del Consigliere Zeni su Facebook, il quale postando alcune foto dei colleghi (tra cui Bisesti, Cia e Paoli) senza mascherina si è lanciato in una lunga invettiva contro Maurizio Fugatti e Walter Kaswalder rei, di non far rispettare l’ordinanza che impone “l’obbligo di usare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento delle distanze di sicurezza”. Accusando al contempo il Presidente della Provincia di essere “al di sopra della legge” e di voler interpretare le ordinanze a suo piacimento.

Alle accuse mosse da Zeni, ha prontamente risposto il pari ruolo di Lega Salvini Trentino, Denis Paoli, che ha evidenziato come il suo essere senza mascherina fosse dovuto al fatto di aver appena bevuto da una bottiglietta d’acqua. Inoltre Paoli ha ricordato al collega come lui stesso, all’inizio della pandemia, avesse stigmatizzato sul coronavirus definendo le preoccupazioni che questo (all’epoca) semisconosciuto virus generava come “psicosi”.

“Il Consigliere Zeni applica la “ragionevolezza” da lui stessa decantata? Una ragionevolezza che passa innanzitutto dall’evitare certi comportamenti – come postare foto fatte di nascosto al sottoscritto e ad altri consiglieri come avvenuto nella giornata odierna, divulgando fake news sull’uso non corretto della mascherina da parte dei consiglieri di maggioranza – sia evitando eccessive assenze in aula” ha successivamente aggiunto il Consigliere di Lega Salvini Trentino.

A seguito del duro sfogo del Consigliere Luca Zeni sulla sicurezza e sul rispetto delle norme all’interno del Consiglio è opportuno fare alcune precisazioni. Il Consigliere del PD nel suo post cita infatti l’ordinanza dello scorso 2 maggio che però, non dispone, come da lui sostenuto, che la mascherina debba essere indossata costantemente e nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, ma dispone altresì l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi accessibili al pubblico qualora non vi sia la possibilità di rispettare il distanziamento sociale e in tutti i casi espressamente elencati (uno ad uno) che, a differenza della precedente ipotesi, esulano dal distanziamento sociale.

Inoltre, fonti interne al Consiglio provinciale, hanno chiarito come i consiglieri fossero disposti in aula con distanziamento sociale garantito da una sedia libera tra ogni consigliere presente, facendo quindi cadere l’obbligo della mascherina. Aggiungendo anche come tutti i consiglieri, in ogni caso e conformemente all’ordinanza, ne fossero muniti per il caso in cui non fosse stato possibile in qualche momento rispettare la distanza minima.