Fase2, Mentre a sinistra si pensa a chi sarebbe potuto essere il Sindaco, Zanetti (Si può fare) si concentra sulla riapertura di nidi e materne

Riapertura nidi e scuole dell’infanzia in Trentino? “Sì, Si può fare!”. E a ribadirlo, sollevando nuovamente una riflessione circa quest’importante tema, è proprio la lista “Si può fare”, che sottolinea l’importanza – in vista delle graduali riaperture – di tornare a riaprire, con le dovute misure, anche nidi e scuole d’infanzia, nella delicata fase2 (ora che i genitori torneranno gradualmente a lavoro) per i bambini. Tematica che a sinistra, tra pensieri su chi piuttosto sarebbe potuto essere oggi il sindaco, sembrerebbe non essere ancora stata dibattuta adeguatamente. 

Ovviamente il tutto a determinate condizioni. 

“Se i bambini fossero divisi in piccoli gruppi – fa sapere con una nota la candidata sindaco Silvia Zanetti – sempre seguiti dalla stessa maestra, se ci fosse nuovo personale da integrare e formare prima dell’inizio dell’attività, se si attuassero protocolli di sicurezza in entrata e si introducessero dei criteri di precedenza che favoriscano i genitori che lavorano”.

L’eccezionalità della situazione richiede flessibilità e anche disponibilità a cambiare inveterate abitudini.

“A livello nazionale – si legge nella nota – fanno sorridere le affermazioni della ministra Azzolina, la quale propone che gli studenti tornino in aula sì a settembre, ma soltanto “metà” classe per “metà” settimana e con l’altra metà collegati on line da casa”. Una polemica questa, scaturita tra l’opinione pubblica e sostenuta dai numerosi genitori che non hanno accolto positivamente quest’idea. Anche se la stessa titolare del ministero dell’istruzione ci ha tenuto subito a correggere il tiro, ricordando che ancora nulla fosse stato deciso ufficialmente. Peccato che le sue affermazioni avessero già fatto il giro del web.

E a tal proposito, concentrandosi sulle dinamiche locali, Silvia Zanetti torna a domandarsi come si possa pensare di “garantire il distanziamento tra i ragazzi e poco interessa se divisi a metà o meno”. Perché a questo occorrerà pensare ora. 

La domanda vera è: si torna o non si torna sui banchi di scuola a settembre?

Al di là delle idee messe in campo, “la risposta”, secondo Zanetti, tra le altre cose già direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Trento (e dunque ben inserita all’interno della gestione delle dinamiche scolastiche) “non è ancora certa”.

Quello che è di tutta evidenza “è che il problema – ribadisce nuovamente nella nota – si pone in modo particolare per chi ha figli piccoli che, ad asili chiusi, non sa dove lasciare. È un problema non di poco conto, di cui occorre cercare di farsi carico, ben sapendo che una soluzione semplice e buona per tutti non esiste”.

Il primo punto da tener presente è che “i bambini della scuola materna hanno meno probabilità di infettarsi, ma hanno zero probabilità di distanziarsi”. In caso di infezione, “sarebbero, come ci hanno detto con crudo realismo dei medici da noi consultati, serial killer dei loro nonni”. Dunque, ai nonni, a rigore di logica, non si possono lasciare. 

È con questa consapevolezza che “le autorità competenti devono organizzarsi in tempi rapidi stabilendo anzitutto delle misure di sicurezza (disinfettanti, controllo della temperatura) e delle priorità, ma anche facendo appello al senso di responsabilità dei cittadini: chi può appoggiarsi a nonni e parenti, deve fare lo sforzo di rinunciare momentaneamente al servizio, avendo come contropartita l’annullamento del rischio infezione per i propri cari”.

L’ente pubblico, infatti, non può che ridurre, sino alla fine dell’emergenza, il numero dei fruitori del servizio, pena l’impossibilità di fornirlo in modo sicuro.

È dunque necessario “permettere solo l’accesso dei bambini che hanno i genitori impossibilitati ad accudire i bambini per esigenze lavorative. Occorre poi lavorare sull’orario dei dipendenti pubblici, permettendo per esempio alle mamme di bambini piccoli orari particolarmente flessibili”, ricorda Zanetti.

Infine, è necessario “utilizzare tutti gli spazi disponibili: non solo i giardini annessi, spesso, agli asili, ma anche, nell’estate, gli altri spazi pubblici liberi (ad esempio le scuole di altro ordine e grado)”.

In ogni modo, “quello che è assolutamente da evitare, – ricorda – è l’immobilismo, dettato dall’impossibilità di agire come in tempi normali: l’eccezionalità della situazione richiede idee, fantasia, flessibilità e disponibilità a cambiare inveterate abitudini”.

“Non possiamo lasciare soli i genitori che devono contribuire a far ripartire il motore economico del paese”. Questo il monito di cui Zanetti, (da sempre impegnata con il suo comitato civico nel raccogliere quelle che sono le istanze più crude e reali dei cittadini sul territorio), continua a farsi carico.