Panificatori trentini “K.O.”: il duro colpo di Sait ai prodotti trentini

SAIT ha deciso per il fornitore unico, togliendo la scelta al consumatore finale. Intervento del Segretario Bisesti.

Duro colpo per i panificatori trentini. Sait avrebbe infatti comunicato di aver tagliato le forniture per “esigenze di razionalizzazione”. Una spiegazione che però non convince i panificatori. La colpa? Sembrerebbe da ricercarsi nelle scelte aziendali di Sait, che anche questa volta torna a colpire i prodotti trentini: prima con Latte Trento, poi con la Federazione allevatori ed ora con i panificatori.

Gli esclusi

Tra gli esclusi Vivori di Rovereto, Grisenti di Pergine, Sosi di Trento, Slanzi di Mori, Liberi di Villalagarina, Valsugana di Strigno, Tomasi di Trento e Larcher di Ravina. Unico “fortunato”, che manterrà i contatti con Sait, il Panificio San Giacomo di Riva.

“Ritengo – ha commentato Mirko Bisesti, Segretario Lega Trentino in una nota alla stampa – che pochi alimenti come il pane, pochi mestieri come quello dei panificatori e pochi luoghi come i panifici, nei nostri Comuni e nelle nostre città, siano così evocativi e significativi del concetto di vita sociale, di vitalità, di commercio; questa caratteristica distingue non solo il nostro territorio ma anche molte parti del mondo.”

Le scelte aziendali altrui, per Bisesti, “non si discutono”, ma al contempo “è giusto ricordare il contesto, la storia, e soprattutto i valori del territorio nel quale queste scelte sono fatte. La cooperazione è un bene sociale, culturale ed economico del nostro territorio”.

I panificatori, i panifici dal centro città di Trento e Ravina, da Volano a Mori e Rovereto “sono vita”

L’ha ribadito il segretario della Lega trentino, e sono “parte essenziale della nostra comunità. E questo ancor più nel momento cruciale della fase due di questo tragico periodo condizionato da Covid-19”.

Assieme alla provincia autonoma, DAO, la Federazione Trentina della cooperazione, “il 31 marzo, SAIT siglava un protocollo per potenziare il consumo di prodotti locali trentini e con essi la rete formata dai piccoli produttori del territorio”, ha ricordato. “Non dimentichiamoci che fin dall’inizio di questa legislatura abbiamo puntato sulla valorizzazione dei prodotti trentini, sensibilizzando anche nella fase del covid-19 il consumo di prodotti locali con la campagna dall’assessore Zanotelli #lamiaterranonsiferma”.

Per questo “chiediamo un’ulteriore e attenta riflessione perché il piano di rivolgersi ad un unico soggetto per la fornitura del pane, escludendo tante piccole realtà che contribuiscono a dare vita al territorio, non è nel segno di quel percorso che, anche con fatica, va intrapreso per il futuro di cui ha bisogno il Trentino”, ha infine concluso Mirko Bisesti, in una nota alla stampa.

Associazione panificatori “allibita” per la scelta del Sait (qui la nota stampa)

La perdita quantificata secondo i panificatori è stimata in 1,3 milioni di euro, anche se il consorzio Sait rivede la cifra al ribasso: solo “800 mila euro”. In ogni caso, una grave perdita.

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