Stranezze da Covid, sfilata della bara degli ambulanti, sedie in piazza, mascherine hot o col Duce, fantasie italiane

Mentre all'estero impazza la Gridlock Operation con furgoni in piazza e gente che si sdraia per terra in Italia resta l'ironia del popolo ferito, ma che non ha perso il carattere.

Pensavamo di aver visto molto ma non avevamo ancora iniziato: ieri c’è stata una protesta a Napoli dei venditori ambulanti dei mercati. In circa 200 hanno gridato ‘dignità, dignità’ e hanno sollecitano l’erogazione di sussidi stabili o soluzioni occupazionali. In alternativa l’apertura dei mercati. A promuovere la protesta l’Unva, Unione nazionale venditori ambulanti. E a denunciare in maniera simbolica lo stato di grave sofferenza della categoria una bara di cartone portata in piazza.

Attività commerciali e ristoranti con le sedie in piazza, con distanziamento sociale e mascherine, seduti per ribadire che la fame uccide più del virus, in alternativa per le attività medio piccole, se la pandemia non finisce, la chiusura. Alcuni dei cittadini che hanno protestato sono stati persino multati, in questo caso unendo al danno la beffa.

Mascherine di tutti i tipi, dove impazza la fantasia, il Duce diventa un po’ come Peppa Pig, riportato sui dispositivi protettivi come cimeglio con il motto di: “Camminare, costruire e, se necessario, combattere e vincere!” un motto che ormai pochi ricollegano a Mussolini, prodotte da una ditta veronese. Alla stregua delle mascherine hot o di quelle per casalinghe: la malattia porta con sé le fantasie più bizzarre.

La paura si supera in mille modi, diventa impossibile definire cosa sia utile o no per gli altri, per superare ansie e insicurezze. Il virus è forse, per eccellenza, una delle paure più grandi che l’umanità possa superare: il terrore di morire per un contagio è un argomento cavalcato dalla letteratura, ma anche dalla politica, ad esempio la paura delle armi chimiche e batteriologiche. La paura delle malattie sessuali. La paura delle malattie trasmesse da chi potenzialmente è diverso.

La paura di ammalarsi si supera solo con la conoscenza del male, del virus e con degli strumenti che per noi possono essere utili a cercare il conforto, validi per proteggersi. L’incertezza della malattie trova risposta nella certezza della compassione oppure, per contrasto, nella forza della collettività. Ecco allora perché emergono i lati inaccettabili di ciascuno di noi.

Resta il fatto che l’umanità deve reagire per gestirsi, non solo i navigli, la spiaggia, i parchi ( non pensiamo che in Trentino non ci siano state reazioni, mai così tanta gente a camminare nei parchi e per strada, ad esempio, un carnaio legittimo, mascherinato, ma insolito); negli USA, ad esempio, la paura è diventata padrona: i giovani, per non cadere in depressione e in ansia, si sono inventati i Covid Party, dei meeting per ammalarsi e contagiarsi in modo da raggiungere l’immunità di gregge. Probabilmente sono pazzi, ma decidere di partire in massa per scappare con un treno verso il Sud, o andare a sciare in gruppo in piena pandemia, ballare a Milano per esorcizzare un virus, non sono forse le facce della stessa medaglia? (MC)