Tar Catanzaro blocca riapertura bar e ristoranti in Calabria. Sarà così anche in Alto Adige?

In Calabria bar e ristoranti rimarranno chiusi. Nonostante l’ordinanza promossa dalla Presidente Jole Santelli che,lo scorso 29 aprile, aveva disposto la riapertura totale con possibilità di servire ai tavoli, se all’aperto, per bar, ristoranti ed agriturismo, il TAR di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dal Consiglio dei ministri bloccando, di fatto, l’ordinanza.

“Spetta al presidente del Consiglio dei ministri individuare le misure necessarie a contrastare la diffusione del virus Covid-19, mentre alle Regioni è dato intervenire solo nei limiti delineati dall’articolo 3, comma 1, dl n. 19 del 2020, che però nel caso di specie è indiscusso che non risultino integrati”, scrive il Tar.

Tale notizia potrebbe ora interessare direttamente anche l’Alto Adige, geograficamente molto lontano dalla Calabria, che nella giornata di ieri, aveva approvato all’interno del Consiglio provinciale una legge per la riapertura immediata di attività commerciali, produttive, industriali e artigianali.

Tale ripresa delle attività economiche, prevista per l’11 marzo anche per i servizi alla persona, potrebbe quindi essere bloccata, se dal Consiglio dei Ministri decidessero di agire come con la regione calabrese.

“Prendiamo atto della decisione del Tar, ma non nascondiamo il rammarico per una pronuncia che provoca inevitabilmente una battuta d’arresto ai danni di una regione che stava ripartendo dopo due mesi di lockdown e dopo immensi sacrifici da parte dei cittadini” è stato il commento della presidente  Santelli.

“Una scelta così importante – aggiunge – alla Corte costituzionale, l’unico organo in grado di fare chiarezza sul rapporto tra governo centrale e Regioni. Valuteremo, pertanto, la possibilità di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Consulta. Il Governo Conte, comunque, ha poco da esultare: si tratta di una vittoria di Pirro che calpesta i diritti dei cittadini, dopo che per 11 giorni l’ordinanza ha avuto validita’”.

“Per quanto mi riguarda – conclude Santelli – contesto con forza la decisione politica di impugnare l’ordinanza in esame e la volontà, da parte del Governo, di imporre le proprie decisioni con pervicacia e violando l’autonomia della Regione Calabria. La mia regione, in ogni caso, ha vinto, perché ha messo le esigenze del Sud al centro del dibattito e ha fatto emergere la necessita’ di discutere a fondo la Fase due. La Calabria e il Sud hanno vinto perché hanno dimostrato di voler lavorare e di non pretendere politiche di assistenza”.

Ricordiamo che, come emerso dai dati pubblicati sui bollettini, la Calabria già giorni fa – poco dopo l’inizio della Fase 2 – era rientrata tra le prime regioni a decessi zero e pochissimi casi di nuovi contagio.