Tra apertura privilegiata e lontananza forzata: il dramma degli affetti in regioni diverse

Certamente ci sono tantissimi problemi che attanagliano l’Italia in questo momento storico e tutti li conosciamo: un’economia in ginocchio, una sanità al collasso con ospedali pieni, molte persone affette da altre patologie spaventate dal potersi recare in ospedale, aiuti statali non ancora arrivati, un turismo impossibilitato a riprendersi, le imprese che non hanno soldi per pagare le tasse. Tutto questo è senza ombra di dubbio tragico.

Tuttavia, in questo disastro, nessuno si è ancora interrogato su questioni che – all’apparenza – potrebbero sembrare di minor importanza come l’apertura delle regioni per i congiunti che da più di due mesi sono lontani.

Il 4 maggio ha segnato una data privilegiata e felice per i congiunti regionali che finalmente, dopo oltre 50 giorni, si sono potuti rivedere ufficialmente mantenendo 1 metro di distanza; tuttavia la stessa data non è stata altrettanto felice per gli affetti che abitano in regioni e stati esteri: a loro non è consentito il metro di distanza, solo le centinaia o migliaia di km che li dividono.

Si potrebbe dire che per alcuni ci sia stata un’apertura privilegiata e per altri, invece, una lontananza forzata; tra le persone lontane che stanno subendo, ancora, una lontananza forzata, ci sono genitori e figli e anche fidanzati e fidanzate; quello che li spaventa di più è che, finora, non sia stata proposta alcuna data per il ricongiungimento, nessuno si è ancora preoccupato per queste persone che sono lontane da tantissimo tempo alle persone a loro care.

Emergenza Corona Virus. La vita ai tempi del Corona Virus. L’amore ai tempi del corona virus. Una coppia di fidanzati con mascherina anti contagio si abbraccia davanti ad un murales . 15 Marzo 2020. Padova ANSA/NICOLA FOSSELLA

Questa appare come un’ingiustizia se pensiamo che i congiunti in regione arrivano sino al sesto grado (si potrebbe andare a trovare quel cugino di cui manco ricordavate l’esistenza) mentre oltre regione non c’è la minima possibilità di incontrarsi nemmeno con gli affetti che – solitamente – sono molto vicini: genitori con figli, piuttosto che fratelli e fidanzati.

Per queste categorie di affetti il trattamento è stato diverso perché non sono state mai prese in considerazione e non è stata mai proposta una data ipotetica che valuti l’apertura delle regioni ai congiunti.

Tutta questa ingiustizia è alimentata anche dal fatto che si vedono riversate in strada tante persone che, fuori dai bar, consumano la loro bevanda da asporto, che passeggiano, che sorridono con un amico che hanno incontrato dopo lungo tempo.

In questo contesto può accadere che le distanze di sicurezza talvolta non vengano neanche rispettate e che le mascherine vengano portate sul mento oppure appoggiate solo all’orecchio. C’è quindi chi ha potuto respirare una tanto agognata libertà e chi, invece, vorrebbe stare ad 1 mt di distanza dalla persona che ama, o consegnare un fiore di persona alla propria mamma, ma non ha il diritto di farlo.

Ciò che queste persone chiedono è solo di spostarsi dalla propria casa a quella del congiunto e questo – mi sembra – un diritto che tutte le persone dovrebbero avere, non solo quelle che hanno la fortuna e il privilegio di vivere vicini.

Un paragone, forse eccessivo, ma che potrebbe servire per chiarificare come si sentono queste persone è il seguente: ”è come se aprissero i negozi di scarpe, ma non quelli di abbigliamento”. I congiunti fuori regione restano comunque congiunti, a prescindere dalla regione in cui si trovano, per questo penso che non sia costituzionale la decisione di mantenere ancora lontananza forzata.

Sono tante le persone che cercano di farsi sentire con l’hastag #congiuntifuoriregione, in particolare sono ragazzi e ragazze che sono distanti dai loro amori e non hanno il diritto, come gli altri, di vedere gli occhi della persona amata dal vivo, senza la barriera dello schermo.

I lamenti sono tanti anche perché appare evidentissimo che per il nostro governo le priorità, pur secondarie rispetto alla salute e all’economia, sono altre: il calcio si può aprire, le chiese si possono aprire, i confini tra due cuori troppo distanti, invece, no!