Congiunti fuori regione: l’ipotesi di un progressivo ok a partire dal 18 maggio o dal 25 maggio

Emergenza Corona Virus. La vita ai tempi del Corona Virus. L’amore ai tempi del corona virus. Una coppia di fidanzati con mascherina anti contagio si abbraccia davanti ad un murales . 15 Marzo 2020. Padova ANSA/NICOLA FOSSELLA

Tempi di valutazione per il governo per gli spostamenti fuori regione, ma anche per garantire gli spostamenti per i congiunti che vivono fuori regione. Nei fatti famigliari, ma anche coppie che vivono in due diverse regioni. A far da apripista le due provincie autonome la settimana scorsa quando hanno deciso di non applicare il criterio provinciale, come di solito avviene, ma quello regionale. Nei fatti si è quindi consentito lo spostamento all’interno del territorio di tutta la regione e non all’interno della provincia autonoma come di solito avviene.

La Provincia Autonoma di Trento, particolarmente attiva sul tema anche per via della sua posizione e della dimensione del territorio, si è poi mossa nella giornata di ieri con un accordo tra il Governatore Zaia e Fugatti che hanno permesso ai congiunti fuori regione, ma che si trovano in comuni confinanti di varcare i confini.

Se questi sono importanti segnali di apertura, vi sono altri che portano a un’estensione dell’autocertificazione per congiunti anche al di fuori del territorio regionale. Innanzitutto vi è stata l’apertura del Governatore Toti che ipotizza la possibilità di spostamenti tra regioni a partire dal prossimo primo giugno. Una data fondamentale anche per salvare l’economia turistica della Liguria che si basa sulle seconde case.

Al contempo il governatore Zaia ha aperto alla possibilità di una regolamentazione per i spostamenti dei congiunti tra regioni confinanti a partire dal 18 maggio. Sul piatto vi è anche il problema Campania: il governatore De Luca punta infatti a blindare i confini della sua regione per evitare rischi di contagi di ritorno. Una scelta da molti condivisa, ma che non tiene conto delle particolarità del territorio del Nord Italia. Un esempio a riguardo è l’area del Lago di Garda, un territorio diviso tra tre regioni e che sta particolarmente soffrendo per questa fase 2.

Secondo le ultime indiscrezioni governative, invece, a partire dal 25 maggio sarà possibile spostarsi anche in altre Regioni.  Dovrebbero ripartire i viaggi interregionali nelle zone dove i contagi sono più contenuti, mentre nelle zone in cui il contagio continua ad essere più alto si continuerebbero a mantenere misure più restrittive: via libera quindi prima ai cittadini delCentro e del Sud Italia, dalla Toscana in giù. Niente spostamenti per chi vive nelle regioni del Nord, in particolare per Lombardia e Piemonte.

Una soluzione a riguardo può essere una progressiva apertura da parte del governo, prevedendo la possibilità ai congiunti fuori regione di potersi reincontrare limitatamente con l’attraversamento di un solo confine. Tanto per fare un esempio: si potrà andare dal Trentino al Veneto, ma dal Trentino non si potrà andare in Friuli-Venezia Giulia o in Emilia Romagna. Una soluzione certamente che non soddisferà tutti, ma se fatta a partire dal 18 maggio darà sollievo a tanti congiunti.